Per i tradizionalisti più esaltatati Papa Francesco è un demone comunista e la pandemia è una punizione per le sue aperture su gay e divorziati. Anche altri papi subirono queste accuse (Papa Giovanni XXIII e Paolo VI), ma erano altri tempi privi di social e con contesti politici e internazionali molto diversi). contro
Per un rapido accenno a queste accuse basta ascoltare Radio Maria, da cui microfoni padre Livio Fanzaga, definisce le posizioni di Papa Francesco come “uno sputo sul volto di Gesù” e, per le sue aperture verso le altre religioni, arriva anche all’accusa di eresia. Gli fa eco Carlo Maria Viganò, arcivescovo italiano e nunzio apostolico negli Stati Uniti, per il quale il coronavirus è una punizione divina contro i peccatori e un Papa che minimalizza il culto mariano arrivando a definire la vergine come una meticcia. Insomma, una chiesa che non è più cattolica condotta da un eretico. Su questa accusa “Bergoglio eretico” è stato anche costituito un gruppo Facebook cui fa eco una pagina dedicata all’antipapa satanista Bergoglio, precursore dell’anticristo.
Vi sono poi i quotidiani strali su Radio Domina Maria dove lo scomunicato Alessandro Minutella sostiene che questo Papa sia il falso profeta dell’Apocalisse, a capo di una falsa chiesa diventata un “Soviet Vaticano”.
Che la Chiesa sia spaccata non è una novità. Ma mai nella storia millenaria del Vaticano si era assistito ad un attacco così sistematico verso un Papa.
Quel Papa che invoca l’accoglienza, che apre a gay e divorziati, che sposa le tesi ambientaliste e condanna i trafficanti di uomini e di armi, è nel mirino non solo di canuti porporati, ma anche dagli apostoli del nuovo sovranismo internazionale. E la cosa è molto seria e sistematica a livello internazionale.
Si tratta di movimenti tradizionalisti in pieno spolvero che trovano sponda in settori della Chiesa ortodossa e soprattutto nelle frange più estremiste del delirio conservatore sovranista internazionale.
Nulla a che vedere con i vecchi lefevriani che contrastavano l’ostpolitik del Vaticano negli anni 70 80, dicendo la messa in latino. Oggi i tradizionalisti trovano generosi appoggi nelle ricche Chiese ultraconservatrici americane. Tra loro vi sono personaggi che nel 2020 credono che Eva fu creata dalla costola di Adamo. Cose che già Origene nel terzo secolo diceva che non dovevano essere prese alla lettera.
Un crogiolo di ultraconservatori, antiabortisti, xenofobi, antisemiti che, invece di condannare guerra e violenze, vedono come il fumo negli occhi le aperture del Papa verso gay e divorziati e il suo spirito ecumenico che lo porta al dialogo interconfessionale e non solo.
Per loro è un Papa demone comunista. Dietro gli attacchi a Papa Francesco, oltre ai movimenti tradizionalisti dell’ortodossia reazionaria cattolica, vi è a pieno titolo l’Italia della destra sovranista rappresentata da Lega e Fratelli d’Italia, a cui Bergoglio proprio non piace. Una destra diventata un importante interlocutore per miliardari ultraconservatori americani che attaccano quotidianamente il pontificato di Francesco.
Tra i più scatenati in questa compagnia dell’odio nostrano. tra saluti romani e acquasantiere, si distinguono movimenti neofascisti come Forza Nuova, quelli che a Pasqua hanno manifestato in quattro gatti a Roma rivendicando il diritto alla messa vietata dal perdurante lockdown. Tutte queste forze, che inneggiano al Papa emerito Benedetto, sono palesemente antieuropeiste come del resto lo sono le due sponde a cui questi movimenti guardano: quella di Donald Trump e quella del nuovo zar Vladimir Putin che ha come fedele alleato la tradizionalista locale chiesa ortodossa portatrice di un modello di religiosità esclusivamente ritualistica.
Per il teologo Vito Mancuso questa vandea cattolico reazionaria rappresenta il peggio del cristianesimo del passato: “quello che ha condotto alle stragi, ai roghi, all’indice dei libri proibiti, ai favori verso i dittatori, all’odio verso gli ebrei e a tutto quello che l’antisemitismo nel 900 ha prodotto”.
“Oggi dietro loro – continua Mancuso – ci sono gli stessi interessi che portano a inquinare il pianeta, a devastare l’Amazzonia, a eleggere persone come Trump e Bolsonaro, Orban, e diversi personaggi, in Polonia e nell’Europa dell’Est, molto cattolici e molto reazionari, antifemministi, antiecologisti, antisemiti antimodernisti e soprattutto molto antipatici”
Mancuso non ha mai nascosto le sue critiche a Bergoglio come figura dai grandi propositi, dal grande pathos che avrebbe dovuto riformare la Chiesa e che però non è riuscito a promuovere nemmeno il diaconato femminile.
Colpa dei limiti di Bergoglio o è proprio la Chiesa (quella che portò al rogo Giordano Bruno) che è irriformabile? Si domanda il teologo.
A questo punto con pessimismo Mancuso si domanda se i sogni della Chiesa del Concilio Vaticano II siano rimasti tali. Citando tal proposito i grandi protagonisti di questo pensiero (Mazzolari, Milani, Bettazzi, Turoldo, Balducci…) che non ha trovato sbocchi dopo tanti propositi.
A parte il pessimismo del teologo di fronte all’assenza di riforme (pur con molte battaglie interne di riordino nei vari ordini e nelle finanze) c’è da dire che il carisma e la popolarità di questo Papa restano fortissimi. Un personaggio al passo con i tempi. Anche se adesso su di lui sono visibili i segni della stanchezza.
Un Papa che non ha mai smesso con i suoi moniti pressanti per la Siria, per l’accoglienza, per la difesa dell’ambiente, per la dignità di uomini e donne nel lavoro e nella società e anche per tutti coloro che hanno subito errori dalla giustizia. La sua missione è caratterizzata da una grande capacità di interagire con le masse che lo acclamano, soprattutto con i giovani, sempre con umanità e umiltà, fin dai primi suoi simbolici gesti. Per questo il suo consenso resta grande per la maggioranza dei fedeli che condividono e incoraggiano il suo cammino evangelico. Non pare invece così idilliaco il quadro all’interno delle mure leonine, dove veleni e contrasti sono sempre presenti.
In un mondo che sembra a una svolta per uno sviluppo consumistico cieco che sta esaurendo risorse e inquinando, creando milioni di disperati, il Papa lancia il suo monito spirituale di dialogo, di pace, di rispetto ambientale ma soprattutto di difesa dei più deboli.
“Chi sono io per giudicare un gay” è una delle sue frasi che ha fatto un enorme scalpore scatenando le ire dei suoi detrattori.
Se per questo è un demone lo era anche quel tizio che 2020 anni fa frequentava ladroni, poveracci e prostitute sfidando l’Impero Romano.
Ha ragione Mancuso. Questi tradizionalisti ortodossi sono davvero antipatici ma anche molto pericolosi se i loro deliri diventano strumento per grandi forze e giochi politici ben oltre il teatrino nazionale.
Il buffo è che tra i loro rappresentanti vi siano spesso divorziati con figli di precedenti unioni.
Se la Chiesa vorrà avere un futuro la strada dell’ecumenismo e delle riforme saranno fondamentali. La via dei tradizionalisti è solo una chiesa per bigotti, simbolica rituale, che non parla mai di politica, di sociale, di povertà, ma che spesso benedice dittatori e cannoni. Le minacce per Bergoglio sono tutt’altro che finite e il quadro che si presenta per i modernizzatori della Chiesa permane quanto mai difficile.
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