L’UE sblocchi la legislazione: basta gabbie!
Gli attivisti del CIWF (Compassion in World Farming), associazione internazionale, presente anche in Italia, impegnata nella protezione e nel benessere degli animali allevati a fini alimentari, hanno manifestato davanti al palazzo della Commissione europea a Bruxelles.
“Sono passati esattamente cinque anni da quando, il 30 giugno 2021, la Commissione europea si è impegnata a proporre, entro il 2023, una legge per eliminare gradualmente le gabbie dagli allevamenti europei. Ma non l’ha ancora fatto”, recita il comunicato dell’associazione animalista, che denuncia cinque anni di rinvii, ritardi, promesse mancate.
“Un silenzio assordante di fronte alle sofferenze di milioni di animali e per questo oggi abbiamo ribadito il nostro messaggio con un’azione dimostrativa per mettere fine alle sofferenze per oltre 300milioni di galline, scrofe, vitelli, conigli, anatre, oche attraverso l’eliminazione graduale delle gabbie”.
La protesta di Bruxelles ha avuto una sua visibilità anche grazie ad una grande gabbia in cui una donna, con delle tronchesi in mano, simulava l’atto di tagliare le sbarre di una grande gabbia in cui erano rinchiuse persone vestite da funzionari, sedute attorno a un tavolo tra pile di documenti.
La manifestazione simbolica del CIWF ha visto la presenza dell’europarlamentare Manuela Ripa del Partito Ecologico Democratico tedesco (ODP), di chiare origini italiane.

“Gli animali allevati in gabbia stanno ancora aspettando. E noi con loro”, è il monito dell’iniziativa rivolta alla Ue per i cinque anni di legislazione ferma tra rinvii e impegni non mantenuti.
Un gesto simbolico, con un messaggio inequivocabile: la Commissione deve presentare subito le proposte per vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti!
Dopo essere arrivata davanti agli uffici della Commissione europea a Madrid, la protesta – dopo Bruxelles – il 7 luglio sarà a Roma davanti alla Rappresentanza della Commissione.
“Basta ritardi e basta gabbie”, è l’appello del CIWF per mettere fine alla crudeltà dell’allevamento intensivo a costo zero.
Risultati: filiere virtuose per suini allevati su paglia
Oltre alla denuncia, l’attività del CIWF ha portato a importanti riscontri sul benessere animale in Europa, come per la sentenza tedesca di fine giugno 2026 che ha stabilito che le condizioni degli allevamenti di tacchini “convenzionali” violano la legge sul benessere animale a causa del sovraffollamento e della mancanza di spazi adeguati, come da tempo sostenuto dalle associazioni animaliste, affiancato a iniziative per filiere virtuose per i suini allevati su paglia.

(Photo CIFW)
Forme di protesta portatrici di sacrosanti diritti che non si sa fuori dall’Europa quanto successo possano avere.
Nel mondo è la Cina ad avere il maggior numero di animali in strutture intensive in un contesto tutt’altro che compassionevole, con realtà super efficienti, ma tragiche, per la vita di questi esseri, in cui gli animali non vedono mai la luce del sole e un filo di erba.
Le regine dell’allevamento intensivo
Grandi strutture intensive di allevamento sono presenti in Brasile, Stati Uniti e Indonesia. Oltre ai megaimpianti super efficienti cinesi, di cui abbiamo parlato sopra, in cui gli animali non vedranno mai un filo d’erba e il sole, è nota la concentrazione e il gran numero di suini allevati nella Pianura Padana e in Spagna.
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