VENEZIA – Al Lido si respira quell’aria particolare che accompagna ogni apertura della Mostra: giornalisti, fotografi, attori, addetti ai lavori e pubblico si incrociano davanti al Palazzo del Cinema, mentre Venezia torna per undici giorni a essere uno dei luoghi più osservati del mondo.

Ma prima ancora dei red carpet, dei grandi nomi e dei premi, Venezia 83 ha scelto di parlare di una cosa essenziale: il futuro del cinema.

Nella conferenza di apertura, Alberto Barbera ha difeso con convinzione il rapporto tra cinema e giovani. «Basta col dire che ai giovani non interessa il cinema», è il senso delle sue parole.

I numeri della Mostra raccontano del resto un pubblico cresciuto sensibilmente negli ultimi anni, con una presenza importante di giovani e giovanissimi.

È un passaggio che merita attenzione. Perché Barbera non parla soltanto della Mostra, ma di un cinema che ha bisogno di essere vissuto dalle nuove generazioni. Il futuro non può essere costruito guardando soltanto ai grandi maestri del passato: servono nuovi autori, nuove idee e soprattutto la capacità di ascoltare un pubblico che sta cambiando.

Alberto Barbera con il nostro inviato Michele Pastore
Alberto Barbera con il nostro inviato Michele Pastore.

 

E Venezia, in questo senso, vuole continuare a essere un laboratorio. Un luogo nel quale il cinema contemporaneo possa confrontarsi con la realtà, anche quando questa realtà è difficile e inquieta. La selezione di quest’anno guarda – infatti – a guerre, crisi internazionali, migrazioni, clima e trasformazioni della società.

Poi arriva la grande Hollywood, quella che Venezia sa accogliere con naturalezza.

George Clooney ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera, riconoscimento a un percorso che lo ha visto attore, regista e produttore. Ma la sua presenza al Lido non si è esaurita nel momento del premio. È stato anche protagonista della Masterclass alla Match Point Arena, un’occasione per ascoltare il racconto di una carriera costruita tra tv, cinema, successo e impegno civile.

Ed è proprio questo equilibrio a rendere interessante questa apertura: da una parte un grande protagonista della storia del cinema, dall’altra l’attenzione di Barbera verso chi quella storia dovrà continuare.

Venezia 83 è cominciata così. Con i riflettori accesi sulle stelle, naturalmente, ma con lo sguardo rivolto soprattutto a chi deve ancora diventarlo.

Perché una Mostra vive davvero quando riesce a celebrare il passato senza smettere di cercare il futuro.

 

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