C’è amarezza, delusione e rabbia a sinistra per l’approvazione del ddl del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, passato anche in Senato (78 voti favorevoli e 38 contrari), con il divieto di insegnamento dell’educazione sussuo-affettiva, subordinato, nelle sole secondarie, al consenso informato e scritto delle famiglie.
Insomma, anche in quinta elementare, si è troppo piccoli per affrontare queste tematiche, nonostante tanti siano già provvisti di telefonino.
Per la sinistra, e per tanti progressisti, si tratta di un passo indietro enorme per la scuola italiana. Una legge oscurantista, che non contrasta il moltiplicarsi di atti di bullismo, cyberbullismo, comportamenti sessisti e violenze di genere, anche on line, tra adolescenti.
La discussione sul provvedimento non a caso è stata accompagnata da un clima di alta tensione e conflittualità.
“E’ una legge vergogna” è il commento dell’europarlamentare dem Alessandro Zan. “in un Paese segnato ogni giorno da femminicidi, la destra fa l’esatto contrario, subordinando l’insegnamento sessuo-affettivo al consenso dei genitori. Come se i ragazzi aspettassero il permesso per relazionarsi e informarsi, mentre in quasi tutti gli Stati europei è parte stabile dei percorsi scolastici”, conclude Zan, ricordando come Valditara non perda occasione per diffondere fake news sul gender, soffiando sul vento dell’odio.

“Educare al rispetto è un atto di civiltà. E’ un diritto. Non possiamo permettere che la paura vinca sul futuro dei nostri figli”, è la lettera-appello sottoscritta da artisti e cantanti come Fiorella Mannoia, Pierfrancesco Savino, Manuel Agnelli e Caterina Caselli, e sono diverse le associazioni e gli esperti che hanno espresso il loro dissenso alla nuova legge.
“La scuola ci chiede di essere aiutata, ma la maggioranza, sposando una tesi oscurantista portata avanti dai “Pro Vita”, trasforma l’educazione sessuo-affettiva in una questione etica e non in un diritto educativo universale”, è la dura critica di Cecilia D’Elia, vicepresidente della bicamerale Femminicidio, che aggiunge: “Se la scuola tace, parlano i social, lasciando i ragazzi soli di fronte alla pornografia e alla cultura del possesso del corpo delle donne, in cui siamo ancora immersi, invece di sostenere il cambiamento, si promuove una contrapposizione ideologica e forzata tra famiglie e scuola”.
Fratelli d’Italia: “Fermata la propaganda gender a scuola”
Ben altra aria si respira nella destra. “E’ una riforma storica che ferma la propaganda gender a scuola”, gongola un post di Fratelli d’Italia. “Sui figli decidono i genitori, non l’ideologia gender”. ”Proteggiamo le crescita dei più giovani e favoriamo una loro maturazione equilibrata”, è il pensiero del ministro Valditara, per un provvedimento che rispristina il principio di autorità e il consenso delle famiglie per qualsiasi progetto esterno riguardante l’educazione civica, affettiva e sessuale.
Nel ddl Valditara sono, inoltre, previsti inasprimenti penali per chi aggredisce personale scolastico
Nei commenti al post di FdI, dopo un sarcastico “Benvenuti nel medioevo” , c’è chi auspica “meno comunismo e più disciplina” e chi rileva che “togliere gli insegnanti di sinistra non sarebbe male”.
Il dato finale è che, tra coloro che frequentano i corsi sessuo-affettivi, si riscontri un forte calo di gravidanze indesiderate, malattie sessualmente trasmissibili e violenze di genere.
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