Il Quantum computer fotonico è l’ultima novità cinese, ancora sperimentale.
Un computer quantistico fotonico, sviluppato da tempo dall’Università di Scienza e Tecnologia della Cina (USTC), guidato dal fisico Jian-Wei-Pan, che rivoluziona completamente il futuro quantistico del settore, passando dalla capacità binaria, che prevede due stati (o 1 o 0), a quella quantica (multistati), aumentando infinitamente la velocità di calcolo.
Fino a qui capiamo quasi tutto, ma il discorso diventa alquanto complicato nel descrivere un’innovazione strabiliante che solleva diversi interrogativi.
“Jiuzhang” è il nome del nuovo mostro fotonico, che riprende quello di un matematico cinese di quel periodo classico in cui si sviluppò confucianesimo e taoismo.
Una macchina che sorprendente che non lavora attraverso la scelta di un solo percorso, ma li esplori tutti contemporaneamente grazie alla sovrapposizione e all’entanglement quantistico. Questo ricorrendo ad una tecnica impressionante chiamata “campionamento bosonico gaussiano”, in cui si analizza come i fotoni viaggino attraverso un labirinto di laser, specchi, prismi e rilevatori. Aggiungiamo, inoltre, che Jiuzhang è riuscito a rilevare 76 fotoni simultaneamente, superando di gran lunga il record precedente di appena 5 fotoni gestibili dai sistemi classici.
Una realtà che sta mettendo seriamente in discussione, se non lo è già, il primato a stelle e strisce nell’informatica.

Gli Americani espellono i ricercatori dalle Università, e i Cinesi avanzano…
Alcuni critici hanno visto, dietro i ritardi americani sui pc quantici, il bisogno dell’industria informatica di disfarsi di prodotti che fruttano ancora lucrosi guadagni, mentre in Cina, un’accurata e decisa programmazione statale di lungo termine decide e prevale sui singoli operatori presenti sul mercato.
Un altro motivo per cui gli USA non spingono sul Computer Quantico è dovuto a quegli applicativi (come per crittografia e security) che andrebbero radicalmente ripensati, eliminando così prodotti che oggi rendono all’industria informatica alti profitti. Questo mentre in Cina si procede su una ricerca, validamente e massicciamente supportata e programmata, non vincolata dalla necessità di un immediato profitto.
Certo senza una seria ricerca si rimane indietro e gli USA devono fare molta attenzione a non perdere anche il primato del mondo informatico. Tanto più in una fase trumpiana in cui si assiste all’espulsione di ricercatori, con nuovi ostacoli e tagli di fondi per le Università, mentre la ricerca cinese avanza…

Un clima che ha portato a ironizzare anche sul capo della CIA, andato letteralmente nel panico non riuscendo a entrare nel suo sistema informatico, traendo la conclusione di essere stato licenziato dal biondo tycoon ultraottantenne (cosa tutt’altro che rara), mentre vi era stato solo un aggiornamento della password. La CIA da tempo è guardinga sulle mosse del tycoon…
Tornando al “Jiuzhang”, per gli esperti aggiungiamo che si tratta di un sistema progettato specificamente per il campionamento bosonico gaussiano, non un computer quantistico generico come i sistemi basati su gate (ad esempio Google Sycamore o IBM Quantum). Un approccio totalmente nuovo che usa i fotoni e non qubit.
Insomma; un computer, dedicato a risolvere complicatissimi problemi specifici (il campionamento bosonico), che non ha nulla a che fare con un generico computer, Insomma non serve per navigare su Internet…
Abbiamo capito che stiamo parlando di un altro pianeta…dalle infinite opportunità, non solo legate alla velocità di calcolo, che potrebbero dare contributi rivoluzionari in diversi settori (chimica quantistica, matematica avanzata con uno sviluppo dell’internet quantistico dai confini fantascientifici rispetto al quadro attuale).

Non potevano mancare rilievi e critiche che evidenziano, nonostante le possibilità di calcolo pazzesche, una difficoltà verso i problemi reali e complessi come quelli legati ai farmaci e alla crittografia, privilegiando un solo metodo di calcolo specifico rispetto a programmi generici.
Altre critiche sono dirette alla pomposità con cui vengono presentate queste novità, per una fisica quantistica che non ne ha certo bisogno.
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