TORINO – Il Teatro Regio si è trasformato in un tempio del cinema per l’apertura del 43º Torino Film Festival. Una serata che ha saputo unire la magia delle grandi occasioni con l’intimità di un abbraccio collettivo, tra icone internazionali, nuove promesse e un pubblico che ha risposto con calore e gratitudine.

A guidare questa edizione, Giulio Base, regista e attore dalla sensibilità rara, che ha portato al Festival la sua visione appassionata e colta. Con il suo stile elegante e la sua capacità di raccontare il cinema come esperienza umana prima ancora che artistica, Base ha saputo dare un’anima a ogni dettaglio. Il suo amore per Torino e per la settima arte si è sentito in ogni parola, in ogni scelta, in ogni sguardo rivolto al pubblico.

Accanto a lui, come sempre, Tiziana Rocca, la vera regina dietro le quinte. Con la sua energia instancabile e il suo occhio infallibile per l’organizzazione, ha orchestrato un evento impeccabile, dove nulla è stato lasciato al caso. Tiziana è il motore silenzioso, ma potentissimo del TFF: una donna che sa coniugare rigore e cuore, visione e concretezza.

Tra le presenze più significative della serata, anche Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema. Figura carismatica e profondamente legata alla città, Ghigo ha portato il suo saluto con parole che hanno toccato il cuore del pubblico. Il suo impegno per la cultura e il cinema a Torino è ormai un punto fermo, e la sua presenza ha dato ulteriore spessore istituzionale e affettivo alla serata.

La madrina Laura Chiatti ha illuminato il palco con la sua eleganza e spontaneità, introducendo i momenti più attesi: i premi “Stella della Mole”, assegnati a sette giganti del cinema mondiale.

Jacqueline Bisset, eterea e intensa, ha incantato la platea. Daniel Brühl, con la sua umiltà e profondità, ha conquistato tutti. Sergio Castellitto ha commosso con parole sincere. Spike Lee ha infiammato la sala con la sua energia e il suo impegno. Claude Lelouch ha portato poesia e memoria. Aleksandr Sokurov ha lasciato il segno con la sua visione profonda.

Il nostro inviato Michele Pastore con il regista russo Aleksandr Sokurov.
Il nostro inviato Michele Pastore con il regista russo Aleksandr Sokurov.

E poi, un’assenza che ha fatto rumore: Stefania Sandrelli, attesissima, non ha potuto partecipare a causa di una faringite. Ma il suo nome è stato pronunciato con affetto e rispetto, e il suo spirito sembrava comunque presente, tra gli applausi e i ricordi.

Tra gli ospiti, anche Dolph Lundgren, sorprendente per simpatia e charme, e la leggendaria Hanna Schygulla, che ha ricevuto una standing ovation da brividi.

La serata si è chiusa con l’anteprima di “Eternity” di David Freyne, una commedia brillante e malinconica, perfetta per aprire un Festival che promette emozioni forti.

Il 43º TFF è partito con il cuore in mano e lo sguardo rivolto al futuro. E con una squadra che, tra passione, competenza e amore per il cinema, ha dimostrato che Torino è – e resta – una capitale culturale viva, vibrante, indimenticabile.

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