Ieri, lunedì 26 ottobre, si è chiuso il Salone del Gusto – Terra Madre 2022, evento organizzato da Slow Food, e con oltre 350mila visite ai padiglioni disposti a parco Dora si può definire un vero successo. Si tratta di un pubblico giovane ed attento alle tematiche di sostenibilità e giustizia sociale che ha potuto immergersi in una vera propria esperienza internazionale che ha contribuito alla rigenerazione di una ex area industriale. Ma i giovani non erano solo decine di migliaia tra i visitatori, erano anche conferenzieri ed espositori, pronti a condividere e trovare nuovi spunti per migliorare le loro idee. E giovanissimi sono anche gli oltre 600 volontari che hanno permesso lo svolgimento dell’evento: 270 studentesse e studenti dei licei torinesi Cattaneo, Cottini e Lagrange impegnati come sentinelle ecologiche, 150 alunne e alunni del Gioberti e del Mazzarello che hanno accompagnato i delegati assistendoli anche nelle traduzioni, e oltre 100 ragazze e ragazzi dell’istituto alberghiero Colombatto che hanno messo a disposizione la loro esperienza nei Laboratori del Gusto e in molte altre aree di degustazione. Sono quattro poi i moniti lasciati in chiusura della manifestazione: evitare gli sprechi di cibo, mangiare secondo la stagione, ridurre l’uso di carne ed infine scegliere cibi originali a tavola per proteggere la biodiversità. Il Primo Cittadino Stefano Lo Russo ha commentato così l’evento:

“Ringrazio Slow Food per aver creduto alla scommessa di organizzare questa edizione a Parco Dora che non nasce con la vocazione di ospitare grandi eventi. Come amministrazione, crediamo all’opportunità di rendere luoghi della città come questo capaci di ospitare manifestazioni importanti. Il bilancio di questi cinque giorni è più che positivo, ma come ogni prima edizione sarà preziosa per correggere quelle pochissime cose che possono essere migliorate: penso, ad esempio, agli allacci elettrici e agli scarichi, e alla segnaletica dei parcheggi”.

Queste invece le parole di Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia:

“Per cinque giorni, a Terra Madre si è fatta politica: alimentare, economica, climatica, sociale. Terra Madre è una festa popolare, la dimostrazione che il cibo buono, pulito e giusto è un elemento di gioia e un ponte di pace tra i popoli. Ma questa edizione riafferma con forza la consapevolezza che la produzione alimentare è anche uno straordinario strumento di contrasto alla crisi climatica e alle ineguaglianze sociali”.

Infine in tal senso si è espresso Matteo Marnati, Assessore all’ambiente della Regione Piemonte:

“I giorni di Terra Madre sono rilevanti dal punto di vista culturale ed educativo. Vedere così tanti giovani e studenti è importante perché qui non si promuove soltanto il cibo, ma un approccio sistemico a tutte le tematiche che ne derivano, come la crisi climatica che ci troviamo ad affrontare. Il nostro augurio è che la prossima edizione accolga un pubblico ancora più vasto e interessato“.