1 ottobre, Grottammare, parco belvedere (sopra la foce del Tesino) ore 15.30

“Oh, ma non si può più dire niente”.
Lo hanno detto due “comici”, in prima serata sulla TV nazionale. Ma lo sentiamo ovunque, in qualsiasi contesto. Lo sentiamo a lavoro, al bar, in palestra, lo sentiamo da persone “normali”, dai fasci ai compagni che vengono al Pride solo per 2 selfie e un po’ di tokenismo a sforzo zero, da zia maria 73 anni, donna, madre, cristiana che dice “froc1o” da una vita. Lo sentiamo anche da parte di alcune persone Queer, che dicono “a me non dà fastidio, quindi non dà fastidio a nessunə’altrə”.
Per questo abbiamo scelto questo titolo, per rimarcare l’assurdo di un mondo in cui proprio chi ha sempre potuto dire tutto, oggi scopre cosa significa perdere una parte di quella che fino a ieri aveva considerato come una libertà insindacabile.
Ma che libertà è quella di chi ferisce? Di chi ignora le emozioni e le richieste dellɜ altrɜ perché “non faccio male a nessunə”?
Non è libertà, ma arroganza, privilegio e prepotenza.
Perché il linguaggio è uno strumento sociale carico di una potenza quasi incomprensibile, il linguaggio ci crea o ci distrugge, ci etichetta o ci autodetermina, ci libera o ci ingabbia.
E quindi no, non si può più dire niente, o meglio niente che ferisca l’altrə, perché è questo che ci si aspetta in una società “civile”, perché le vostre “battute” non fanno ridere, non lo hanno fatto mai.
Questo sarà il filo conduttore del nostro Pride e sì, il Pride è nato a giugno, ma da diversi anni, in Italia l’Onda Pride travolge tantissime città italiane. Parte da aprile e arriva fino a ottobre.
Perché i diritti, la libertà di essere ciò che siamo, non iniziano e finiscono a giugno, esistiamo durante tutto l’anno e dovremmo celebrare le nostre identità ogni secondo della nostra vita.
Per chi è out e per chi non lo è.
Il Pride in piccole città come le nostre serve proprio a far capire che ci siamo, siamo in mezzo a voi e che non siamo una comunità strumentalizzabile dalla forza politica di turno, di cui moltɜ, TROPPɜ, si vogliono fare portabandiera.
Allora ci prendiamo noi il microfono per farvi sentire le voci del mondo LGBT*QIAP+.

Quest’anno alcuni ritardi (non nostri) nelle comunicazioni intercorse con il comune di San Benedetto hanno fatto slittare le tempistiche, anche della successiva richiesta fatta al Comune di Grottammare, che purtroppo e comprensibilmente aveva già organizzato il calendario eventi estivo ma che con un’enorme disponibilità ci ha proposto la prima data possibile per la realizzazione del secondo pride del Piceno: 17 settembre.

Purtroppo, però, per via delle elezioni politiche che si terranno il 25 settembre e il divieto di manifestazioni di natura politico-sociale da rispettare nei 30 giorni prima delle elezioni, abbiamo dovuto rimandare anche questo pride.

Magari sarà la nostra tradizione per quelli a venire!
Quindi ci vediamo nello stesso luogo, stesso orario con qualche giorno di ritardo!
Ringraziamo l’amministrazione di Grottammare per l’affidabilità, la serietà, la disponibilità.