Un giorno triste per le donne di tutto il mondo, non solo per l’America come ha commentato il presidente Biden, dato che questi scellerati orientamenti anti abortista sono nell’aria già da un pò anche in altri stati, basta pensare che da 2 giorni a Malta, una turista americana per un aborto sta rischiando la vita per delle complicazioni sopraggiunte al feto, e i medici non intervengono perché è illegale, sia che una donna rischi la vita, che in casi di incesti o di stupro.
Il verdetto shock emesso dai giudici conservatori, dai quali Biden ha preso le distanze d fine solo “un errore” conferma la legge del Mississippi, che proibisce l’interruzione di gravidanza dopo 15 settimane, e attenzione perché ci sarebbero dei “divieti dormienti” che riguardano circa 26 stati che potrebbero essere applicate entro 4 settimane.
La sentenza del 1973 “Roe vs Wade”, grazie alla quale era stata legalizzata l’interruzione volontaria di gravidanza è stata rovesciata dopo circa 50 anni dalla Corte Suprema americana, un grande problema che riguarda milioni di donne, in un paese che da sempre fa vanto di democrazia e libertà nel mondo.
Il diritto costituzionale con grande sfoggio di involuzione ne fa “una questione morale”, ma quale sarà la moralità che metterà soprattutto le fasce più deboli delle donne negli USA a rischio come ad esempio le immigrate, e che ridarà potere ai medici non obiettori e alle cliniche, senza contare la mole di candidate ad abortire che si dovranno recare in altri paesi per esercitare il diritto personale di fare del proprio corpo ciò che si vuole, e quelle destinate a metodi poco ortodossi da Medioevo.

di Francesca Berger