Oscar Niemeyer, l’architetto dimenticato dal suo brasile

Uno dei più grandi e influenti architetti del XX secolo, colui che ha progettato alcuni dei più famosi edifici modernisti del Ventesimo secolo.

Nonostante le sue opere, riconoscimenti quasi non troverete libri in Brasile su di lui.
Pensare solo che il sindaco di New York Fiorello La Guardia rimase così meravigliato del Padiglione Brasiliano nel 1939 dell’esposizione universale World’s Fair, che gli consegnò le Chiavi della Città di New York. Nonostante fosse di Rio, le LIBRERIE di RIO, quando andai a chiedere libri di architettura relative alle opere di Niemeyer, mi dissero di non avere nulla, alcune nemmeno la Biografia; ci sono più biografie e documentazioni sulle sue opere all’estero che non in Brasile.

E non parlo durante questo periodo dove il folle BOLSONARO potrebbe volerlo cancellare dalla storia, ma sotto sia LULA e ROUSSEFF comunisti come Niemeyer… e pensare che Fidel Castro disse una volta: “Niemeyer e io siamo gli ultimi comunisti”.

Non si sa se tale frase venne detta a seguito della offerta di una cattedra alla Yale University o successivamente alla offerta da parte della Harvard Graduate School of Design per la posizione di rettore, a cui dovette rinunciare in quanto gli fu rifiutato il visto di ingresso negli Stati Uniti per le sue posizioni di sinistra.

 

Voglio ricordare che fece parte assieme a Le Corbusier nel 1947 del team internazionale di architetti che progettarono il quartier generale delle Nazioni Unite a New York (poi realizzato da Wallace Harrison e Max Ambramovitz). La sua impronta venne infatti riportata nella progettazione della Città di Brasilia, progettata e costruita dal nulla.

Lucio Costa, il suo maestro fece la pianta della città ma lasciò al suo allievo di sbizzarrirsi nelle più importanti opere pubbliche, come :
Palazzo dell’Alvorada (1957), residenza ufficiale del presidente brasiliano; la sede del governo, denominata “Planalto” (1958-1960); l’edificio del Tribunale Federale (1958-1960); la sede del Congresso Nazionale (1958); il palazzo “Itamaraty” (1962-1964), sede del Ministero degli Esteri; il Ministero della Difesa (1968) e la straordinaria Cattedrale (1959-1970).

Le sue opere hanno toccato anche l’Europa e L’Italia, data la sua permanenza nel vecchio continente a seguito del colpo di Stato in Brasile nel 1964.

Con la caduta della Dittatura, ritornò in Brasile disegnando e progettando opere in patria e sempre con un occhio all’estero dove viene a tutt’oggi riconosciuta l’impronta innovativa e di fantasia estrema nel progettare edifici come fossero opere d’arte.

Ecco alcune opere di rilievo fuori dal Brasile :
In Francia, costruisce la nuova sede nazionale del partito comunista francese (1965-1967) e la Casa della Cultura di Le Havre (1972-1982)
In Italia, Niemeyer costruisce la nuova sede della casa editrice Mondadori, a Segrate (1968-1975), stabilimento Fata Engineering di Pianezza (1976-1981) e la Cartiera Burgo a San Mauro Torinese (1978-1981), auditorium Ravello(2008-2010)