Il cashback di Stato è fatto per il nostro bene?

Quali sono le motivazioni ufficiali dietro il Cashback di Stato? Due: combattere l’evasione e favorire il piccolo commercio. Non ci credi? Con le banconote i commercianti (che vogliamo aiutare) nascondono redditi al fisco (ormai da rapina) e il cashback è escluso dagli acquisti on line. Quindi aiuta proprio i commercianti che vuole fare uscire dal “nero”.

La motivazione è però un’altra, in realtà, e va letta in controluce. Con l’espansione della moneta bancaria a danno della moneta legale aumenta il margine di intermediazione e interesse che le banche lucrano da questa. Altro che evasione! E se proprio dobbiamo parlare di evasione, a quanto ammonterebbe il gettito per lo Stato se la moneta in circolazione anziché essere appaltata alle banche fosse coniata direttamente dallo Stato, come fa oggi con le monetine?

La vera o presunta evasione (spesso di necessità) sarebbe un infinitesimo rispetto al maggior gettito che ne deriverebbe per lo Stato. Questo, in realtà, sembra non avere alcun reale interesse ad aumentare il gettito. Lo Stato (questo Stato, di Conte & co.) vuole in realtà fare esplodere il debito, per poi poter svendere meglio il Paese ai padroni globali, come effettivamente sta facendo.

Le commissioni sulla moneta bancaria, infatti, non solo non sono state abolite, ma neanche calmierate. Oltre al signoraggio secondario (gli interessi che derivano dai crediti creati insieme alla moneta) le banche lucrano direttamente, con le commissioni, il signoraggio primario (detto in soldoni si mettono direttamente in tasca una parte della moneta creata, senza togliere il debito creato).

Il Commerciante si vede taglieggiato di una parte cospicua delle entrate in moneta bancaria che, certo, non potrà nascondere al fisco, ma sulle quali dovrà pagare le tasse senza averle mai neanche incassate, perché già falcidiate dal sistema bancario. Aiutare il commercio fisico? Non scherziamo! Il vero obiettivo è indirizzare lo strumento nel luogo in cui il contante sta resistendo di più, per il resto – tra banche, fisco e “reset policy” legate al covid – tutte le mosse governative, ma proprio tutte, sono orientate a farli chiudere i commercianti, a favore della rete delle big tech, Amazon in testa.

Il vantaggio per il cittadino? Mah, il 10% delle spese mensili fino a un massimale di 150 euro… Ma chi è che oggi spende 1500 euro in contanti? E’ già tanto se, tolti affitti, mutui, spese mediche ed altre spese, sempre di più, obbligatoriamente tracciabili, si arriva a 500/600. Una famiglia può sperare di arrotondare, forse, con 50 o 60 euro al mese circa con questa “delazione sistematica” al Governo.

E c’è comunque un prezzo da pagare. Non è così semplice. Ci vogliono credenziali informatiche (Applicazione IO, SPID, Carta d’identità elettronica). In realtà il consumatore si avvia ad una schedatura totale delle proprie transazioni, anche le più minute. Ci conteranno i peli nelle mutande, letteralmente.

Le informazioni passano su cloud. Ci saranno big data che ci profileranno dalla testa ai piedi come pecore d’allevamento. Se possiamo evitare… per 50 euro al mese poi…. Poi ognuno ha la propria lungimiranza.