Repubblica di Weimar, la vera democrazia (di Valeria Calda)

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Alle volte sento parlare della Repubblica di Weimar con Disprezzo e Ilarità, peccato che tali persone prendano soltanto i primi 3 anni e mezzo, ricordando a costoro che durò da Agosto del 1919 alle disastrose elezioni del 1932.

La Repubblica di Weimar fu una «democrazia poco amata», nata poco più di 100 anni fa, nell’Agosto del 1919 (in realtà la Repubblica nacque a Novembre del 1918, nell’Agosto del 1919 fu promulgata la Nuova Costituzione).

Faccio questa premessa per far capire il contesto storico.

Siamo in presenza di una Nazione uscita distrutta dalla sconfitta della Prima Guerra Mondiale, dalla abdicazione dell’Imperatore Guglielmo II, in piena crisi economica dall’iper-inflazione e da un crescente disagio e scontento.

Disagio e Scontento dovuto alla fierezza dei combattenti sconfitti non sul campo ma dalla mancanza di Finanze (i Tedeschi erano alla conclusione della guerra ancora nei territori francesi), ad un Popolo portato alla fame dalla durezza con cui i vincitori della guerra costrinsero la Germania a pagare pesantissime riparazioni di guerra previste dal trattato di Versailles (Voglio ricordare che nel 1923 l’esercito francese occupava la Ruhr e tutti i proventi erano per il Governo Francese…solo il 15% entrava nelle casse tedesche). Inoltre iniziò a circolare con crescente successo la teoria della «pugnalata alla schiena»:
“se i tedeschi avevano perso la guerra, la colpa era dei ricchi banchieri ebrei che non vollero sostenere l’Impero Germanico”.

Pertanto stiamo parlando di una Germania allo sbando, poverissima e tutta da ricostruire.
Nell’agosto del 1919, il presidente Friedrich Ebert promulgava la nuova Costituzione votata dall’Assemblea nazionale riunita nella città di Weimar, in Turingia.

Prendeva forma, con quel testo, una Repubblica semipresidenziale che introduceva il suffragio universale per uomini e donne.

Se quella democrazia fu poco amata, spiegano gli storici, fu perché nell’opinione corrente e comune, era stata imposta dai vincitori della guerra e perché Colpevole della sottoscrizioni delle sanzioni imposte.

Fu una Repubblica esposta a continui attacchi dalla destra e dalla sinistra comunistache voleva traghettare il Comunismo Bolscevico. La Repubblica ebbe una vita difficile: a renderla fragile cooperarono la crescente miseria, disoccupazione, scioperi, disordini nelle strade.

Tanto per dare idea di quanto fosse difficile mantenere stabilità nella Repubblica basti pensare che Terroristi di DESTRA uccisero, nel 1921, il politico cattolico Matthias Erzberger e, l’anno dopo, il ministro degli Esteri Walther Rathenau, entrambi colpevoli di aver sottoscritto gli impegni di Versailles.

Ci furono tentativi di golpe della destra estrema: quello di Wolfgang Kapp nel 1920 (fu bloccato dallo sciopero generale) e quello di Hitler a Monaco, il «Putsch della birreria» del 1923 (Hitler, arrestato e processato, finì in prigione, dove scrisse Mein Kampf).

Anche la sinistra tentò di rovesciare la Repubblica per creare uno Stato Socialista sul modello sovietico : nel gennaio del 1919, l’esercito e le squadre armate dei Freikorps («Corpi franchi», con milizie di destra) soffocarono nel sangue la rivolta, e 11 15 gennaio Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, fondatori del Partito Comunista tedesco (Kpd), furono arrestati e uccisi.

II presidente della Repubblica, il socialista moderato Friedrich Ebert, aveva stretto un patto con lo stato maggiore dell’esercito e aveva dato mano libera ai Freikorps pur di proteggere la Repubblica appena nata.

Questo «tradimento» segnò per sempre la frattura tra i comunisti e i socialisti, che presentandosi divisi alle elezioni del 1932, non riusciranno a contrastare l’avanzata di Hitler.
Il culmine della Tragedia e della fase più buia della Repubblica di Weimar, venne toccato nel 1923, con la iper-inflazione, quando un semplice pezzo di pane arrivò a costare milioni di marchi.

Eppure, superato l’inverno del 1923, «l’inverno dei cavoli» perché erano l’unica cosa da mangiare, per la Repubblica di Weimar si aprì un periodo florido e luminoso.
Grazie al piano Dawes (una sorta di anticipazione del piano Marshall del secondo dopoguerra), fece arrivare in Germania, da parte americana, una grossa quantità di dollari come investimenti nelle industrie tedesche.

In sei anni (dal 1924 al 1930) l’economia riprese a funzionare, occupazione aumentò, Berlino diventò una delle più vive e attraenti capitali europee, tanto da superare “la Ville Lumiere” (Parigi).

In quegli anni, il ministro degli Esteri Gustav Stresemann ottenne, oltretutto, una revisione del trattato di Versailles con regole e restrizioni meno rigide e fece entrare la Germania nella Società delle Nazioni (nonostante la Francia fosse contraria).

Con la sua morte nell’ottobre del 1929 e le conseguenze del crollo della Borsa di Wall Street, gli «anni d’oro» finirono.

La depressione produsse una enorme disoccupazione dalla seconda metà del 1930 e ad approfittare del malessere fu l’estrema destra, il Partito nazista, le cui squadre d’assalto, le SA, seminavano il terrore; ma questo un altro capitolo tristissimo.

Voglio parlare, piuttosto, dei cosiddetti “Anni Folli” e della “Generazione Perduta”.

All’inizio dei 1919, Harry Graf Kessler, aristocratico, diplomatico, collezionista d’arte, scriveva nel suo diario: «Stiamo ballando sulla bocca di un vulcano».

Era verissimo ma le persone volevano anche lasciarsi dietro le Tragedie della Guerra, iniziarono ad aprire i locali notturni IN Friedrichstrasse — bar, cabaret, sale da ballo — erano pieni.

Il «Die Weit», fu la testimonianza di quel periodo e Robert Nippoldt fu l’autore delle bellissime illustrazioni: immagini che riprendevano la vita frenetica dell’epoca.
Le notti di Berlino continuavano a essere sempre più eccitanti…
Nei primi anni fino al 1924, ci fu un continuo contrasto di piaceri e tragedia, di lussuria e miseria, e questo aumentò il fascino inquietante, perverso di quella Berlino.
Il cui simbolo, forse, è il ritratto della cantante di cabaret Anita Berber eseguito da Otto Dix. Giovanissima, Anita aveva dato scandalo presentandosi nuda sul palcoscenico; poi, molto prima di Marlene Dietrich, andava in scena vestita da uomo, con lo smoking e il cappello a cilindro.

Nel dipinto, fasciata in un abito rosso fuoco, sguardo sprezzante, la bocca rossa come una ferita, Anita Berber esibisce una faccia bianca, quasi spettrale.

Un effetto della cocaina, il suo soprannome era «la regina della neve». Mori nel 1928, a soli 29 anni per un eccesso di droga e alcol.

Quando, nel 1924, la situazione tedesca aveva cominciato a migliorare, Berlino, la città senza tabù, divenne il luogo in cui scrittori, intellettuali, artisti che arrivarono per cercare stimoli e ispirazioni. Sempre più accrebbe fama, lusso e trasgressione accessibile per tutti, indistintamente…da operai ad aristocratici, da artisti a scienziati, intelletuali Sempre più personaggi come Joseph Roth, Luigi Pirandello, Simone Weil, Georges Simenon, Thomas Wolfe, Vladimir Nabokov, Boris Pasternak, Wystan Hugh Auden, Christopher Isherwood, Stephen Spender, che vissero a Berlino negli ultimi anni della Repubblica. Isherwood nel 1929 raggiungeva l’amico Auden, che gli aveva descritto il clima euforico di una città dove c’erano tanti ragazzi bellissimi e disponibili. Dei tre, Isherwood rimase a Berlino fino alla primavera del 1933, quando ormai Hitler arrivò al potere. Ebbe il tempo di vedere la fine di Babilonia, e la persecuzione di comunisti, omosessuali ed ebrei.

In quel periodo, la Germania, e soprattutto BERLINO, fu una Fucina di scienziati, scrittori, intellettuali, scrittori, Artisti che influenzarono gli anni a venire.

Berlino era la città dove ci furono le prime donne Taxiste al mondo, la prostituzione venne legalizzata e pagando contributi allo stato, Locali Notturni aperti liberamente a tutti (verrebbero ora chiamati Gay friendly). Vorrei far notare che le uniche e poche baruffe non avvennero per motivi Omofobi ma solo per gelosia.

Coloro che contestano tale assunto, con cifre alla mano, affermando che ci furono varie imputazioni e condanne per omosessualità, dico solo che tali accuse furono per reati “in Luoghi visibili” (non in Locali e Case), considerando che esistevano ben 30 riviste “sessuali”, di ogni tipo, con inserzioni e annunci.

Come non amare una Repubblica come quella di Weimar… durò poco ma dette il suo segno di vero socialismo e democrazia da studiare (parlo logicamente dalla fine del 1923 al 1930 quando la crisi di Wall Street e le elezioni del 1932, decretarono la vittoria di Hitler.