Io coltivo cannabis sul terrazzo insieme a centinaia di italiani che disobbediscono al proibizionismo

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“Chi semina raccoglie”, dice un noto proverbio. Ho seminato sul mio terrazzo un semino di Cannabis per farla crescere rigogliosa. Un seme di ragionevolezza per dire a questo Parlamento che occorre legalizzare la Cannabis, come chiesto con una proposta di legge di iniziativa popolare da oltre 60.000 italiani. Un seme di ragionevolezza per aprire gli occhi sui danni incommensurabili del proibizionismo sulle droghe, che ha arricchito mafie e criminalità organizzata grazie al mercato nero.

La campagna #IoColtivo sta mobilitando molte centinaia di cittadini – auspichiamo divengano molte migliaia – che, seminando Cannabis sul proprio terrazzo, sul proprio balcone, nel loro giardino, partecipano alla più grande disobbedienza civile di massa mai organizzata su questo tema. Una disobbedienza civile che dopo la favorevole sentenza della Corte di Cassazione è divenuta una sorta di affermazione civile. Vogliamo affermare che proprio adesso, con una delle peggiori crisi economiche alle nostre porte, legalizzare la Cannabis significa innanzitutto portare nelle casse dello stato molti miliardi di euro all’anno e costruire molti posti di lavoro stabili. Allo stesso tempo togliendo linfa economica alle mafie e alla criminalità che si sono ampiamente arricchite grazie a leggi criminali e criminogene sulla droga, sostenute da politici opportunisti e ciechi che hanno lucrato consenso sulla pelle di milioni di consumatori. Sì! Milioni, In Italia si valuta siano almeno 6 milioni le persone che consumano Cannabis, alla faccia di proibizioni e perbenismi. Queste leggi inoltre sono state la causa di un ingolfamento del sistema giudiziario e delle strutture carcerarie che trarrebbero molto giovamento da una inversione di tendenza nelle politiche sulle droghe. Questa posizione è da tempo sostenuta dalla stessa DNA (Direzione Nazionale Antimafia) che già nel 2017 affermava che vi è «la necessità di concentrare le risorse dello Stato finalizzate alla repressione dei reati su fenomeni più gravi e allarmanti del traffico di droghe leggere». E che «sembra coerente l’adozione di una rigorosa e chiara politica di legalizzazione della vendita della Cannabis, accompagnata da una parallela azione a livello internazionale, e, in particolare europeo, che consenta la creazione, in prospettiva, di una più ampia aerea in cui il fenomeno sia regolato in modo omogeneo».

Legalizzare significa controllare il mercato, un mercato che oggi è libero e incontrollabile proprio perché è proibito.

Igor Boni – Presidente di Radicali italiani