La biodiversità e il cibo buono e giusto come ricchezza e cultura di pace. E’ lo slogan di questa sedicesima edizione di “Terra Madre“ inaugurato, tra un onda di applausi, dal Presidente Sergio Mattarella che, nel suo saluto, ha ricordato quanto la molteplicità genetica sia stata importante anche per lo sviluppo del genere umano, ribadendo come la difesa della biodiversità sia fondamentale per il nostro futuro.
Con mille eventi, la manifestazione internazionale, dal 24 al 27 settembre si svilupperà nel cuore di Torino, come nelle volontà del suo patron Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, scomparso nella sua Bra il 21 maggio di quest’anno.

(Torino, 24.9.2026)
Photo LaPresse
Protagonisti saranno oltre 600 produttori italiani e altri provenienti da 120 paesi di ogni parte del mondo. Produttori e coltivatori che operano in armonia con la natura, difendendo la biodiversità ed esaltando una incredibile varietà di tesori gastronomici. Si pensi alla riscoperta del pane, delle farine, formaggi, salumi, conserve, prodotti ittici, frutto del lavoro e dell’incredibile originalità e tradizione di migliaia di piccoli produttori legati al loro territorio.
Un mondo che opera su logiche ecosostenibili, difendendo il benessere animale, riducendo al minimo di fertilizzanti e pesticidi e tanto meno degli odiati Ogm.
In questa filosofia rientra l’attenzione al packaging eccessivo. Una filosofia sempre più apprezzata che difende la salute e il buon gusto, mentre i supermercati sono pieni di prodotti agricoli industriali tutti uguali, privi di gusto e carichi di prodotti chimici.
Tornando a Petrini, ricordiamo come fu lui a portare i contadini dei luoghi più sperduti del pianeta ad essere ospitati da produttori locali in Piemonte. Il suo messaggio valicava il discorso enogastronomico, per battaglie in difesa del diritto al buon cibo e della biodiversità, nel rispetto delle risorse (si pensi all’acqua e all’inquinamento) per un futuro di pace e armonia. Utopie che “Carlin” è riuscito a smuovere. Realizzando quella “Terra Madre” che trova la sua base in una rete di contadini, pescatori e allevatori locali.
Lo spirito di questo filosofo del cibo e della difesa del rapporto tra natura e alimentazione ha dato forza a tanti piccoli produttori portatori di tesori gastronomici unici, spesso schiacciati dal peso delle multinazionali e dei prodotti industriali.
Per Torino una grande manifestazione che lega a doppio filo l’attenzione e la difesa di chi opera per darci cibo buono e giusto con gli altrettanti giusti valori di ecologia, pace e libertà.
Views: 8


























