Ilaria Cerioli è sicuramente una figura atipica nel panorama della letteratura italiana. Madre di tre figli, insegnante, poliedrica artista e ancora modella nonostante l’età (quando dice gli anni si resta sbalorditi perché deve avere fatto un patto col diavolo! A vederla sembra che per lei il tempo si sia fermato). Oggi è una scrittrice e ha come tema principale un settore che nel nostro paese resta ai margini delle classifiche e che mai entrerà nella finale del Premio Strega. Parla nei suoi scritti, infatti, di eros. Attenzione come lei stesa ama dire, non aspettatevi i soliti clichè tipici da feuilleton romantico o tipo 50 sfumature ma riporta le fantasie più recondite dell’universo femminile. Quelle che fan tremare le vene e i polsi dei maschietti.

D: Ilaria, lei ha avuto un’ampia formazione come è arrivata a scrivere di eros?

R: Sono una ex archeologia laureata in lettere classiche. Dopo anni di scavo ho deciso di dedicarmi all’insegnamento e poi alla scrittura. In realtà ho sempre scritto e fin da quando ero al liceo leggevo i classici della letteratura erotica. All’inizio, come è ovvio erano gli strumenti ideali per cogliere le trasformazioni che avvenivano al mio corpo, poi, mi sono appassionata allo stile di Anis Nin e Colette. Sono le mie maestre di stile. Da loro ho imparato tutto: non solo la scrittura ma anche la libertà come bene supremo.

D: Come è nata l’idea di affrontare un tema così particolare?

R: Circa quattro anni fa ho aperto il mio blog www.spocchiosamenteilare.blogspot.com dove ho iniziato a parlare di sessualità al femminile, alternando articoli ai racconti erotici. Mentre gli articoli avevano un tono piuttosto ironico e irriverente, i racconti erotici invece toccavano corde più intime, in particolare il mondo del fetish e del bdsm. Ho iniziato, infatti, a indagare tra le fantasie delle donne e, con mia grande sorpresa, ho scoperto che tante ne sono attratte. Amano cioè i giochi di sottomissione. Così è nata l’idea di coniugare gli articoli più leggeri e informativi con i racconti più complessi e conturbanti. Dopo il blog, insieme a un’amica attrice Francesca Viola Mazzoni, abbiamo creato un Format dal titolo Evulvendo che portiamo in giro per locali e teatri. Lo spettacolo che prevede parti informative divertenti e scanzonate sulla sessualità in generale, è intervallato da brani recitati da Francesca. Alcuni sono tratti dai monologhi della vagina e altri famosi, alcuni invece sono inediti nostri.

D: Ilaria, lei sta per pubblicare un libro vero?

Doveva uscire per l’8 marzo, in occasione della festa della donna. Purtroppo con la questione epidemia abbiamo rimandato. Il mio primo libro, dal titolo “Diario erotico sentimentale di una signora per bene” esce con l’edizione Pizzo Nero e racconta i dialoghi con le mie tre più care amiche, dei nostri aperitivi e delle nostre confidenze più intime. Se ovviamente c’è molta invenzione, dall’altra parte mi sono realmente ispirata alla mia esperienza. La protagonista è una donna benestante, proveniente da una cittadina di provincia, separata e alle prese quotidianamente con il suo desiderio di libertà e realizzazione al di fuori della famiglia e le incombenze di ogni giorno, i disastri sentimentali e il peso degli anni che passano. Si fa presto a dire che le donne dopo i quaranta sono affascinanti. Le donne dopo i quaranta spesso sono impegnate ad accudire compagni, suoceri, genitori e figli. Mica hanno tutto questo tempo a disposizione per sembrare Monica Bellucci.

D: Quindi un romanzo rivolto principalmente alle donne?

R: Prima di tutto si tratta di un non romanzo perché ho voluto sperimentare una forma ibrida di scrittura. Un racconto cornice fatto dalle confidenze tra amiche, quasi fossero sedute al tavolino del bar più alla moda e, accanto a questa storia cornice, si inserisce la narratrice. Racconta così. la sua storia fatta di amori spezzati, piccole o grandi delusioni affettive, eros vissuto liberamente ma anche di situazioni che tutte le donne possono avere incontrato durante la vita come qualche abuso. Ogni capitolo si chiude con un racconto erotico che ci ricorda che noi donne desideriamo il pane e le rose. Come dice il femminismo. Noi vogliamo tutto.

Photo credits: Jessica Zanardi (Ravenna)