Coronavirus: più morti in Italia che in Cina. Blocco del Paese provoca danni sociali, economici e sanitari

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Nel mondo più di un morto su tre per è italiano. Qualcosa non quadra in Cina, nel mondo o in Italia?

In Italia non abbiamo un andamento esponenziale, ma una curva lineare, che non è influenzata dalla chiusura del Paese. Invece di fare autocritica e di cercare di salvare dal disastro si proseguirà nella strategia della paura, colpevolizzando il 40% della popolazione che continua ad uscire da casa per lavoro ed esigenze varie. Di conseguenza non potranno che inasprire e prolungare il blocco del Paese.

Al disastro sociale ed economico si aggiungerà il disastro sanitario. Non solo perché aumenteranno il disagio psicologico e le patologie psichiatriche, ma anche perché con il Servizio Sanitario Nazionale bloccato si dilazioneranno diagnosi e trattamenti e molti pazienti perderanno i propri riferimenti terapeutici.

Governo e opposizioni, stampa e televisioni, hanno indotto una psicosi paranoide verso un nemico invisibile, che può essere dappertutto, e il cui contato significherebbe essere fulminati all’istante da Zeus. In realtà la probabilità di sviluppare una malattia grave è minima, meno ancora quella di morire a causa del virus, come conferma oggi una valutazione dell’ISS – Istituto Superiore di Sanità – per la quale solo in pochi casi il Coronavirus è la causa primaria di morte.

Silvio Viale – medico e radicale