Davide Gariglio: è il momento di fermarsi, quando ripartiremo nessuno sarà lasciato indietro

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Il Coronavirus è paradossalmente un dittatore democratico: dittatore perché ci costringe a modificare le nostre vite, almeno temporaneamente, e democratico perché può colpire tutti, indistintamente da età (anche se i bambini piccoli sembrano essere maggiormente protetti), sesso ed estrazione sociale.

Sono questi i due presupposti fondamentali che dobbiamo tenere ben presenti per cercare di fermarlo.

Perché oggi la priorità assoluta è, in tutta Italia, arrestare il virus e diminuire il numero dei contagi. Per evitare che il nostro sistema sanitario venga messo in difficoltà e non sia più in grado di garantire assistenza ai pazienti che purtroppo non sono soltanto quelli attualmente colpiti dal coronavirus ma da altre patologie altrettanto pericolose e necessarie di cure costanti.

In queste settimane il governo ha dovuto compiere scelte difficili, cercando di coniugare la salute della popolazione con la continuità dei servizi essenziali e della tenuta del sistema economico, produttivo ed occupazionale nazionale. Chiudere tutto e dovunque avrebbe infatti portato il rischio di non poter garantire i beni primari per la comunità.

Le scelte drastiche delle ultime ore ci impongono però di limitare al minimo indispensabile ogni movimento. Sono limiti che vanno rispettati. Non discussi, interpretati o commentati. Vanno solo rispettati.

Sono limiti assunti e concordati con le autorità scientifiche ed i cui frutti si potranno vedere soltanto nelle prossime settimane.

La comunità internazionale sta dando ragione all’Italia e anche altri paesi stanno seguendo le nostre indicazioni.

Ora è il momento di fermarsi, poi sarà il momento di ripartire e nessuno sarà lasciato indietro.

Davide Gariglio