Se il 3D-CBS fosse stato finanziato 20 anni fa, avrebbe salvato oltre 20 milioni di vite e ridotto i costi alla Sanità.

Chi è responsabile di queste morti e di coloro che moriranno ancora inutilmente? E’ l’interrogativo lanciato da tempo dallo scienziato piemontese texano Dario Crosetto, inventore di una tecnologia molto efficace ed economica per la diagnosi precoce e di massa del tumore. Di fatto uno screening che consente un rapido esame completo del corpo in 3-D.

Crosetto, nato a Monasterolo di Savigliano, ha lavorato per oltre 20 anni al CERN e al Superconducting Super Collider in Texas, aggiudicandosi nel 2011 il premio Leonardo da Vinci per la soluzione più efficiente nel rilevamento delle particelle finalizzata alla diagnosi precoce del cancro.

Lo scienziato è anche l’inventore dell’architettura 3D-Flow OPRA, che permette di scoprire nuove particelle.

«L’utilizzo del 3D CBS potrebbe salvare 100 milioni di vite nei prossimi trenta anni,    (http://bit.ly/35tTism), ma la macchina non è mai stata finanziata. Com’è possibile?» si domanda Crosetto.

Una denuncia ribadita anche nel corso della conferenza dei ricercatori italiani nel mondo, che si è svolta in Florida a Miami il 14 dicembre 2019  (http://bit.ly/36LYWq6) .

Ora, per ironia della sorte, dopo tante speranze e denunce, il suo macchinario (registrato nel 2000 presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti e brevettato), ha visto finalmente la luce nel 2019 in Cina (nella versione Explorer), senza quell’utilizzo di prevenzione di massa che auspicava il suo inventore.

Un’invenzione preziosa che esiste da tempo sulla carta ma quanta fatica per realizzarla, perché?  Crosetto, con il suo originale accento piemontese texano, risponde: «Sembra incredibile ma il progetto, seguito da ben tre università americane, non ha trovato ascolto nelle imprese occidentali che attualmente detengono il monopolio del mercato delle PET (Tomografia ad Emissioni di Positroni) e cosi, ricorrendo a fondi governativi americani, nel 2015 il progetto è stato trasferito ad imprese cinesi che hanno costruito due apparecchiature versione Explorer. Si tratta – precisa lo scienziato – di una versione simile ma che, oltre a sostanziali differenze tecniche, pare focalizzata principalmente allo sviluppo di nuovi farmaci.

 «Manca – precisa lo scienziato – quell’obiettivo per me fondamentale fondamentale, di attuare uno screening veloce di massa per una reale opera di prevenzione globale».

Per spiegarlo il presidente della Fondazione Crosetto per sconfiggere la mortalità da cancro entra in alcuni dettagli tecnici: «L’Explorer ha un costo elevato in quanto utilizza cristalli molto costosi e sottili, non in grado di catturare tutti i segnali dai marcatori tumorali. Inoltre il cristallo utilizza il Lutetium, elemento quanto mai raro in natura.  Di conseguenza l’apparecchiatura e gli esami risultano molto costosi, con l’impossibilità di fabbricare molte macchine finalizzate a quell’auspicabile screening di massa». Insomma un contesto che, invece che sulla prevenzione, guarda ad un aumento del business legato al tumore.

Il progetto proposto da Crosetto risulta decisamente più funzionale, utilizzando cristalli molto economici, spessi, facilmente reperibili in commercio, in grado di catturare tutti i segnali dai marcatori tumorali. Per analogia mentre un giubbotto antiproiettile sottile non può fermare tutte le pallottole (caso Explorer con i fotoni), quello più spesso (caso 3D–CBS) si dimostra molto più efficiente

Nonostante ora sia evidente che il 3D CBS risulti funzionale sia allo screening di massa che alla ricerca e sviluppo di nuovi farmaci, a differenza della copia Explorer che si limita alla solo alla ricerca e allo sviluppo di nuovi farmaci, tuttavia dal momento che abbiamo due macchine Explorer operative è doveroso effettuare dei test per determinare la riduzione della mortalità da cancro.  Quanto emerge da questi test permetterà di stimare con precisione il numero di vite salvate dal 3D-CBS, con uno screening di massa che sarà il 40% in più dell’Explorer che, avendo la possibilità di estenderlo ad una popolazione molto vasta, potrà davvero salvare milioni di vite. Un dato rilevante che non si può ignorare per intervenire su tanta sofferenza.

Per quanto riguarda le modalità operative del test «Il fattore base, per dimostrare l’efficacia nel salvare vite umane da parte del 3D-CBS, dell’EXPLORER o di qualsiasi altro dispositivo, vaccino, farmaco, ecc., si ottiene, -sostiene Crosetto –  testando almeno 10.000 persone all’anno di età compresa tra 55 e 74 anni scelte in una località dove, nei 20 anni precedenti, il tasso di mortalità era costante (ad es. 0,5%)».

Tuttavia abbiamo a disposizione due macchine Explorer che, nonostante non possano salvare molte vite perchè costose e composte da materiali rari in natura, potrebbero effettuare delle misure per determinare l’efficacia nella riduzione della mortalità da cancro. Trovato questo valore il 3D-CBS può rivendicare il 40% in più e, potendolo estendere ad una popolazione molto vasta, potrà davvero salvare davvero milioni di vite.

«Ma perché – si chiede Crosetto – non si opera in tal senso?  Perché non si vogliono fare il test da noi sollecitati? Sembrerebbe un controsenso avere in mano una soluzione che potrebbe dimezzare le morti per tumore che ammontano a dieci milioni l’anno ed ignorarla».

E’ un dato di fatto che l’Explorer sia stato finanziato per ben 15 milioni di dollari dal ministero della salute americano, con soldi dei contribuenti, ed è un controsenso che queste tre università che hanno ricevuto i fondi si rifiutino di effettuare questo test specifico a beneficio della popolazione.

In conclusione rileviamo come la possibile e concreta riduzione delle morti per tumore attraverso uno screening di massa con il 3D-CBS di massa potrebbe ribaltare le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’American Cancer Society e del National Cancer Institute, che stimano un raddoppio del tasso della mortalità da cancro nei prossimi 20 anni, per un totale di oltre 300 milioni di morti, salvando invece oltre 100 milioni di vite nei prossimi 30 anni.