Sempre affascinante come persona e come storia, la donna che per un momento entrò a pieno titolo nella Prima Guerra Mondiale, destabilizzando alcune situazioni. Dal tempo di Anita Garibaldi, non c’era stata più una donna che avesse avuto un peso nelle battaglie e strategie; come non amarla…

Margaretha Geertruida Zelle, meglio conosciuta come  Mata Hari.

Pelle olivastra, occhi scuri e penetranti, capelli neri, 175 cm di altezza (per l’epoca una “stangona”), magra e slanciata, non bellissima ma sinuosa e assolutamente sensuale ed affascinante. Le sue caratteristiche fisiche, la differenziavano notevolmente dalle sue connazionali olandesi e fu una vera star del primo decennio del 1900 che la portò ad esibirsi nei maggiori teatri europei.

Consacrata, il 18 agosto 1905, dopo l’esibizione al teatro dell’Olympia, come la «donna che è lei stessa danza», «artista sublime», «danzatrice unica e sublime» e come colei che «riesce a dare il senso più profondo e struggente dell’anima indiana». Mata Hari si trovò ad essere desiderata tanto dai maggiori teatri europei quanto, come moglie, da ricchi e nobili pretendenti. Persino Giacomo Puccini fu uno dei suoi ammiratori.

Fu anche la prima donna spia doppiogiochista. Condannata più perché essendo fiera, forte, furba, coraggiosa e sfrontata avrebbe creato una “destabilizzazione sessuale” nei confronti del cosiddetto “sesso forte” più che come spia, nonostante fosse riconosciuta di tutti i reati.

Quando arrivò il giorno della esecuzione, si avviò con molta fermezza al luogo fissato per l’esecuzione, dove venne salutata, come è previsto, da un plotone che le presentò le armi. Ricambiò più volte il saluto ai soldati con cortesi cenni del capo.

Fu legata al palo in modo molto blando e largo. Rifiutata la benda, poté fissare di fronte a sé i dodici fanti, reduci dal fronte, ai quali era stato assegnato il compito di giustiziarla: uno di essi, secondo regola, aveva il fucile caricato a salve.

8 Fanti su 11 spararono fuori bersaglio, 2 la ferirono in punti non vitali e solo 1 la colpì al cuore, poi venne dato il colpo di grazia alla testa.

Così morì una donna che dimostrò quanto più capace, scaltra fiera e forte di tantissimi uomini di potere (e questi non potevano permettere di essere messi alla “berlina”).

 

Valeria Calda