Le confessioni di Eva Robin’s dal verde dell’Umbria, alle prese con una miriade  di attività teatrali e cinematografiche di grande livello, anche a NYC.

““Nella piece sono un umano che si rivolge all’onnipotente parlando a San Francesco, ma, in realtà, è Papa Francesco il mio interlocutore. Una figura che mi ha molto colpito.  Anche se io, a differenza del santo, non ha mai avuto il dono della rinuncia  (dice sorridendo). Amo le belle cose, dal vestito al buon cibo”.

Cosi esordisce l’icona del teatro Eva Robin’s, con una voce pacata che quasi riflette l’ambiente, immerso nel verde umbro, in cui si trova ospite di Andrea Adriatico, regista dello spettacolo “Francesco cantico per creature”, che esordirà il 5 settembre al Festival di Todi.

  • Perché Papa Francesco?
    “E’ un personaggio eccezionale che mi emoziona. Chi non ricorda quella sua passeggiata solitaria che ci ha rincuorato durante il Covid, in una Roma desolata e desolante?”

  • Oggi presa ancora da tanti impegni artistici…quali sono i suoi sogni per il futuro?
    “Sogno di invecchiare decentemente. Ho ancora un aspetto agreable anche grazie al fatto di saper rimanere fanciullo a lungo, da buon Sagittario”.

  • Non mi pare lei si faccia coinvolgere da polemiche politiche a partire da quelle sul mondo woke…
    “Non ho il pc. Non sono social, non mi occupo di politica e non mi incuriosisce. Certo guardo la tv, che è la mia finestra sul mondo. Mi informo, ma resto fuori dalle polemiche che avvelenano il sangue, comprese quelle sul mondo woke”.

Qual è il valore più importante?
“Credo profondamente nell’amicizia, che considero un bene supremo e un valore di purezza. Sono fortunata avendo tanti amici veri, mentre l’amore passa e vivo molto da sola”.

Eva Robin's insieme al celebre trasformista Arturo Brachetti.
Eva Robin’s insieme al celebre trasformista Arturo Brachetti.
  • Lei è anche molto legata agli animali?
    “Ho due pesci rossi “Ping e Pong” che vivono in un grande acquario di rame, con vetri convessi, preso a Londra negli anni 80 dal famoso designer Tom Dixon. Nella mia vita ho avuto gatti, pitoni, camaleonti e rane albine”.

  • E i cani?
    “Tengo a volte quelli dei miei amici, come i due bellissimi cagnoni della mia compagna”. 

  • Ma cosa prova tenendo dei pesci?
    “I pesci mi trasmettono gioia, serenità e ritengo che, come gli altri animali, non avendo la parola, non consentano equivoci. Quando mi alzo sono tutti agitati perché sanno che andrò a portargli del cibo. Oltre a “Ping e Pong” ho anche altri ricordi sui pesci”.

  • Quali?
    “Ricordo a Parigi una sfilata di moda dello stilista Jeremy Scott, in un museo che aveva degli acquari enormi. In quell’occasione, visitando il grande acquario al piano inferiore, “feci amicizia” con un pescione tropicale che mi rincorreva. L’anno successivo, di nuovo a Parigi, sono ritornata per ritrovarlo e rivissi l’illusione che lui mi seguisse. Cosa che sicuramente faceva anche con altri, ma io mi illusi di quella impressione e mi piacque molto”.

  • E sulla crisi e le possibili catastrofi legate all’ambiente e alla follia umana? “Purtroppo mi consola che quando ci sarà quella definitiva, tra non molto, io in ogni caso non ci sarò”.

  • E’ interessata al cinema?
    “Si, molto. Anche se non mi schiero, sono molto sensibile e mi avvilisco per scene in cui si fa male a un anziano o si colpisce la natura. Sono fattori che mi intristiscono profondamente e divento rancorosa”.

  • Ultima domanda su Carmelo Bene che lei ha conosciuto bene…
    “Mi ritengo una “carmelitana” e sono orgogliosa di aver lavorato e frequentato Carmelo. Ricordo di averlo conosciuto una sera a casa di Ornella Vanoni, insieme ad Anna Craxi, Marina Ripa di Meana e Mimmo Rotella. Io non parlavo molto e mi ritenevo una sorta di bestiolina da educare, e Carmelo mi correggeva continuamente per gli accenti, le impostazioni vocali e sceniche. Consigli preziosi. Siamo diventati amici e comunicavamo spesso senza tante parole. Ci siamo frequentati in diverse occasioni. Ricordo in vacanza a Forte dei Marmi, quando poi mi fece fare la parte di una marchesa in un suo spettacolo”.   

Le prossime iniziative artistiche di Eva Robin’s
Il 4 settembre al Festival di Todi ci sarà la prima del lavoro Cantico per creature”, che poi arriverà anche a Torino. Si tratta di un prodotto dei “teatri di vita” con il patrocinio del comitato nazionale San Francesco 1226/2026 per l’ottavo Centenario della morte di San Francesco.

Su Raidue a breve sarà in onda la serie crime “Cagnaz”, con Guido Caprino (quello del commissario Manara), con la partecipazione di Eva Robin’s, presente anche nel film commedia di Kristian Gianfreda “Piove con il sole” girato tra Rimini e Riccione, con Andrea Roncato, tra poco in arrivo sul grande schermo.

Verrà, inoltre, riproposto il lungometraggio “Il rapimento di Arabella”, con Carolina Cavalli, in cui la Robin’s ha lavorato, con grande coinvolgimento, insieme a Benedetta Porcaroli e un grande cast.

L’attrice sottolinea l’improvvisazione e l’alto livello che caratterizza costantemente la sua programmazione artistica, che la vede da poco aver finito la tournée teatrale con l’atto unico “Le serve” (Le bonnes),  scritto da  Jean Genet nel 1946, su un fatto reale di cronaca nera, dove interpreta il ruolo della “Madame” per la regia di Veronica Cruciani, insieme a  giovani attrici come Beatrice Vecchione e Matilde Vigna.

Vi è poi in programma l’importante monologo tragicomico “Frigo”, tra angosce e fobie, viste attraverso l’interpretazione di diversi personaggi, che comprendono anche un topo. Il lavoro, che esalta la poliedricità artistica della Robin’s, ispirato dal fumettista argentino Copi, farà tappa a novembre in Piemonte e sarà di scena anche a New York.

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