“Siamo ad Odessa per manifestare la nostra vicinanza alla resistenza ucraina in questa città martoriata dalle bombe russe e, il 24 febbraio, sulla scalinata Potemkin stenderemo grandi striscioni ucraini ed europei, chiedendo uno scudo protettivo sui cieli dell’Ucraina!”.
A parlare è Igor Boni, presidente di Europa radicale, ad Odessa, con una folta delegazione radicale e di esponenti di altri partiti, per il quarto anniversario dell’invasione russa. “Appena arrivati, abbiamo sentito quattro volte suonare l’allarme. Qui c’è resistenza e dobbiamo battere Putin in modo che venga processato dal tribunale dell’Aja”, ha aggiunto Boni.

La città di Odessa resiste: e nonostante gli allarmi, i blackout, il freddo e le enormi difficoltà, la gente esce, passeggia, cerca una qualche normalità, pur restando per periodi senza elettricità e ricevendo molta solidarietà, generatori e aiuti dal resto del paese.

Odessa è un porto importante per l’Ucraina, da cui passa il 90% del suo export di grano. Non è una città sul fronte, ma è quanto mai attaccata, in quanto l’obiettivo è quello di isolarla e renderla meno europea tagliandola dal resto del mondo.

“L’Ucraina è Europa e non deve essere lasciata sola”, è lo slogan portato da Igor Boni e Federica Valcauda, alla guida della delegazione per sostenere la resistenza della città portuale, definita “Porta dell’Europa”.
Fanno parte del gruppo Silvja Manzi, Marco Taradash, Emilia Rossi, Massimiliano La Russa. Per l’occasione è previsto l’arrivo del senatore Ivan Scalfarotto di Italia dei Valori, del deputato di +Europa Benedetto Della Vedova e del presidente della Federazione Italiana Diritti Umani Antonio Stango, insieme alla presidente Pd del Consiglio comunale di Milano Elena Buscemi. Al gruppo si è aggiunta la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno.

La Mole con i colori giallo e azzurro dell’Ucraina

Il 24 febbraio, giorno dell’invasione russa, la Mole Antonelliana si colorerà dei colori dalla bandiera ucraina accogliendo la richiesta al Comune di Torino di Europa Radicale e dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta. I colori giallo e azzurro sono quelli del grano e del cielo. L’iniziativa intende riaffermare la solidarietà e la vicinanza della Città di Torino medaglia d’oro della resistenza, verso la resistenza ucraina. L’iniziativa coinvolgerà anche altre città come Roma e Milano.
Un fatto quanto mai importante per rilanciare la solidarietà verso un paese in cui si continua a resistere e a morire per la propria libertà, di fronte a un nemico che non intende di fatto dar corso ad alcun percorso di pace, non avendo a che fare con alcuna reazione e critica interna, nonostante il numero esorbitante di morti e di costi. Oggi, nella carne da macello inviata sul fronte ucraino, dopo carcerati e disperati delle province più lontane, dopo i poveri giovani coreani del nord, si registra la novità degli africani coinvolti spesso con l’inganno di un buon lavoro e mandati in prima linea…

(Chisinau, 23.2.2026)
(Chisinau, 23.2.2026)

Moldova in the European Union!

La delegazione, prima di raggiungere in bus Odessa, ha avuto un caloroso incontro con i giovani federalisti dalla Moldova a Chisinau, dove si è rilanciato l’appello per l’ingresso del paese nell’Ue, mettendo un argine alla propaganda del Cremlino (guerra ibrida).
Il 23 febbraio a Odessa il gruppo ha partecipato al ‘Black Sea Security Forum’, appuntamento nazionale con espressioni della società civile e istituzioni, in cui è stato  ribadito l’appello per la protezione dei cieli dell’Ucraina.
Un fatto importante, alla luce della continua pioggia di missili e di droni che aumenta proprio nei momenti in cui sono previsti incontri per avviare un sentiero di pace, con il consueto seguito di morti di civili.
Segnaliamo, infine, che una parte della delegazione resterà a Odessa per dare un contributo solidale alla popolazione con presidi sanitari, medicine e vestiti per i militari.

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