La “rainbow flag” è ritornata al monumento nazionale di Stonewall a New York. Accompagnata dal coro “Raise it Up” è stata issata da attivisti Lgbt e da esponenti dem, sfidando l’amministrazione Trump che aveva rimosso questo simbolo di libertà, presente dal 2016 sotto la presidenza di Obama, perché in contrasto con le sensibilità del Governo Federale.

Un monumento che ricorda la reazione del 1969 a Manhattan, che fece seguito all’irruzione della polizia nel popolare bar gay Stonewall del Greenwich Village. Non a caso c’era chi affermava: “Se non può essere presente qui, questo simbolo del Pride, dove potrebbe sventolare?”.

Sui sentimenti dell’attuale amministrazione, ricordiamo come Trump abbia rappresentato in un video Obama e la moglie Michelle come due scimmie. Poi il post è stato rimosso dall’account ufficiale presidenziale. Ovviamente, nell’America sovranista di Trump, oltre al razzismo, permane una costante avversione al movimento Lgbt. Non è la prima volta che il presidente tycoon ricorra a termini forti ed espliciti verso i suoi predecessori alla Casa Bianca e contro immigrati, donne, in piena linea con il pensiero suprematista, quanto mai presente nel suo movimento Maga.

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