Il 2 dicembre 1943, alle 19:25, il cielo sopra Bari si squarciò.
In meno di mezz’ora, 105 bombardieri Junkers Ju 88 della Luftwaffe, decollati da basi in Grecia e nel Friuli, trasformarono il porto della città in un inferno.
Oggi, a 82 anni da quella notte, Bari ricorda una delle pagine più tragiche della sua storia: il bombardamento tedesco che costò la vita a oltre mille persone e segnò per sempre la memoria collettiva della città e della guerra.
In meno di mezz’ora, 105 bombardieri Junkers Ju 88 della Luftwaffe, decollati da basi in Grecia e nel Friuli, trasformarono il porto della città in un inferno.
Oggi, a 82 anni da quella notte, Bari ricorda una delle pagine più tragiche della sua storia: il bombardamento tedesco che costò la vita a oltre mille persone e segnò per sempre la memoria collettiva della città e della guerra.
Un attacco improvviso e devastante
La città, allora sotto controllo alleato, era diventata un nodo logistico fondamentale per le operazioni nel Mediterraneo. Ma la sicurezza era illusoria. I tedeschi colpirono con precisione chirurgica: 17 navi affondate, tra cui la “John Harvey”, che trasportava un carico segreto e letale: bombe all’iprite, un gas tossico vietato dalle convenzioni internazionali.

Il silenzio e la censura
Per giorni, nessuno parlò apertamente del disastro. Le autorità alleate imposero il silenzio stampa, temendo il contraccolpo morale e diplomatico. Solo anni dopo si seppe della contaminazione chimica che colpì centinaia di civili e militari. La nube tossica, spinta dal vento verso il mare, evitò una strage ancora più grande, ma lasciò dietro di sé una scia di sofferenza e malattie.

Una memoria che resiste
Davanti al monumento ai Caduti del porto, la città si è fermata.
La vicesindaca Giovanna Iacovone, insieme all’Associazione Nazionale Marinai d’Italia e alla Capitaneria di Porto, ha reso omaggio alle vittime. “Ricordare è un dovere”, ha detto, “perché la pace si costruisce anche con la memoria.
La vicesindaca Giovanna Iacovone, insieme all’Associazione Nazionale Marinai d’Italia e alla Capitaneria di Porto, ha reso omaggio alle vittime. “Ricordare è un dovere”, ha detto, “perché la pace si costruisce anche con la memoria.

Una lezione per il presente
Il bombardamento di Bari è stato definito la “Pearl Harbor del Mediterraneo”, ma per troppo tempo è rimasto ai margini della narrazione storica.
Oggi, più che mai, è necessario riportarlo alla luce. Non solo per onorare chi ha perso la vita, ma per riflettere su quanto fragile sia la sicurezza, e quanto preziosa la verità.
Io sono per tutte le guerre finiscano subito e si viva in pace…
Oggi, più che mai, è necessario riportarlo alla luce. Non solo per onorare chi ha perso la vita, ma per riflettere su quanto fragile sia la sicurezza, e quanto preziosa la verità.
Io sono per tutte le guerre finiscano subito e si viva in pace…

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