TORINO – Quando le luci si spengono e il sipario cala, ciò che resta è l’eco delle emozioni, il riflesso delle immagini, la memoria di un viaggio collettivo nel cuore pulsante del cinema. La 43ª edizione del Torino Film Festival si è conclusa con una cerimonia intensa e vibrante, suggellando una settimana che ha saputo coniugare la forza della sperimentazione con il fascino delle grandi narrazioni, l’omaggio ai miti del passato con lo slancio verso il futuro.
Un vincitore che lascia il segno: Morgan Knibbe e il suo giardino visionario
A trionfare come Miglior Film è stato il regista olandese Morgan Knibbe con “The Garden of Earthly Delights”, un’opera che ha incantato la giuria per la sua potenza visiva e la profondità del linguaggio cinematografico.
“Questo premio è un riconoscimento al potere del sogno, alla necessità di guardare oltre l’ovvio”, ha dichiarato il regista, visibilmente emozionato, ricevendo l’ambito riconoscimento.

Paul Newman, l’eterno sguardo del cinema
Una retrospettiva di 24 titoli ha ripercorso la carriera dell’attore, regista e filantropo, restituendo al pubblico la complessità di un artista che ha saputo incarnare l’eroe romantico, il ribelle, l’uomo fragile e il combattente per la giustizia.
L’immagine guida del festival, firmata dalla celebre fotografa Eva Sereny, ritraeva Newman in un momento di intensa introspezione: uno sguardo che ha accompagnato ogni proiezione, ogni dibattito, ogni applauso, come un faro di eleganza e autenticità.
Uno sguardo al futuro: Marilyn Monroe, icona del 2026
Ma il TFF non è solo celebrazione del passato: è anche visione, progettualità, desiderio di rinnovamento. Durante la serata finale, Giulio Base, riconfermato alla direzione artistica per il 2026 dal presidente del Museo Nazionale del Cinema, Enzo Ghigo, ha annunciato che la prossima edizione sarà dedicata a Marilyn Monroe, nel centenario della sua scomparsa. Un omaggio che si preannuncia carico di emozione e significato, con un’immagine guida scelta tra gli ultimi scatti della diva: un ritratto che ne cattura la vulnerabilità, la grazia, la luce malinconica che ancora oggi incanta il mondo.
“Marilyn è un simbolo universale, una figura che ha attraversato il tempo e le generazioni, lasciando un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo”, ha dichiarato Base. “Nel 2026 vogliamo raccontare la sua storia, ma anche riflettere sul ruolo delle donne nel cinema, sulla costruzione del mito e sulla fragilità che si cela dietro la fama”.

Un festival che sa emozionare e innovare
Il presidente Enzo Ghigo ha elogiato pubblicamente il lavoro di Base, definendolo “un direttore visionario, capace di coniugare rigore e passione, tradizione e innovazione”.
Parole di stima sono state rivolte anche a Tiziana Rocca, direttrice generale del festival, per la sua instancabile dedizione e la capacità di trasformare ogni evento in un’esperienza memorabile. “Tiziana è l’anima organizzativa di questo festival: con grazia, energia e determinazione ha saputo costruire un’edizione che resterà nella storia”, ha affermato Ghigo.
Tra i momenti più intensi della serata conclusiva, la consegna della Stella della Mole al grande attore francese Vincent Lindon. L’interprete, noto per il suo impegno civile e per una carriera costellata di ruoli profondi e coraggiosi, ha ricevuto una lunga standing ovation.

Un abbraccio collettivo al cinema
Il Torino Film Festival 2025 è stato molto più di una rassegna cinematografica: è stato un laboratorio di idee, un crocevia di culture, un luogo dove il cinema ha ritrovato la sua funzione più autentica: quella di raccontare l’umano, di interrogare il presente, di immaginare il futuro. Dalle opere prime dei giovani registi alle retrospettive dei grandi maestri, ogni proiezione è stata un tassello di un mosaico ricco e vibrante.
E con la promessa di un 2026 dedicato a Marilyn Monroe, sotto la guida appassionata di Giulio Base e l’eleganza organizzativa di Tiziana Rocca, il futuro del TFF si annuncia ancora più luminoso.

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