Sulla scomparsa di Luciano Casadei, organizzatore culturale scomparso a 82 anni, protagonista dei principali eventi culturali della Torino anni ‘70-‘80, riportiamo alcuni commenti social di chi lo ha conosciuto.
Memorabili i concerti che sono sorprendentemente arrivati a Torino grazie al suo impegno.  Eventi rimasti nell’immaginario collettivo di più generazione, quello dei Rolling Stones nel 1982, poi Bob Marley, Madonna, Joe Cocker, Lou Reed, James Brown, Genesis, Ray Charles e molti altri. Oltre ai tour di Lucio Dalla e De Gregori.
Aveva stabilito un rapporto di amicizia con David Zard, grande organizzatore di prestigiosi tour musicali di pop e rock star in Italia.

Sindacalista, responsabile stampa e propaganda del PCI torinese, Luciano Casadei fu uno dei fondatori di Radio Flash, una delle prime radio libere torinesi degli anni ’70, come Radio Torino Alternativa e Radio Reporter.

Per Roberto Placido, ex vicepresidente del Consiglio Regionale e dirigente del PCI-PDS, ha condiviso con Casadei molti momenti, come organizzatore grandi eventi culturali e responsabile di Radio Flash: “Era ironico, incazzoso, polemico, mediatore, pratico. Ha attraversato la scena musicale e culturale torinese e non solo. Da funzionario del PCI (Partito Comunista Italiano) a promoter di concerti: storico quello dei Rolling Stones allo Stadio Comunale, il giorno dopo la finale dei mondiali dell’82, oltre diversi concerti con grandi artisti internazionale e tutti i principali italiani, cantautori in testa. Fu anche attento alla divulgazione scientifica. Avendo collaborato più volte con lui potrei citare molti aneddoti, e ne ricordo uno: per un periodo girava con una spilletta rettangolare, al bavero della giacca, che, parafrasava il detto piemontese “cit ma bun” (piccolo ma buono ) in “cit ma gram” (piccolo ma cattivo, polemico, irascibile).
In realtà, Luciano, oltre che un vero comunista e antifascista, era una persona buona e generosa. Ciao Luciano, ci mancherai: non solo alla tua famiglia, alla quale vanno le mie condoglianze, ma a tutti noi”.

“Conobbi Luciano Casadei nell’estate del 1970 in occasione delle Universiadi, che quell’anno si svolsero a Torino”, ricorda Maurizio Drappella su Facebook.
“Lui dirigente della FGCI torinese, io 15enne neo-iscritto…., ma che c’entravamo noi con queste “Olimpiadi universitarie? 
Casadei ci chiamò a raccolta presso il “diamante” di Via Passo Buole, dove i compagni cubani si sarebbero scontrati con gli americani in una partita di baseball, lo sport nazionale in ambedue i Paesi. Sugli spalti ci ritrovammo in oltre 200 e, ad ognuno di noi, Casadei consegnò una bandiera cubana. Ovviamente, nessuno di noi era a conoscenza di alcuna delle regole del gioco, ma il sostegno non mancò neanche un minuto, dai fischi all’inno yankee al tifo incessante diretto da Luciano, a mo’ di capo ultrà,  fino al termine della partita che fu vinta dai nostri beniamini per 2 a 0. Il giorno dopo, sia La Stampa che la Domenica Sportiva dettero notizia di questa partita solo per mettere in risalto lo sdegnoso comportamento antisportivo dei sostenitori cubani. Lo ricordai a Casadei una sera a Collegno, in una pausa dei concerti estivi da lui organizzati per anni dentro il Parco Dalla Chiesa. Un’occasione per scambiarci le nostre opinioni sull’attualità politica… Lui che aveva aderito a SEL (Sinistra Ecologia Libertà), io ancora per poco nel PD, ma sempre passionale e pratico.
Molto banalmente posso dire che mi ha trasmesso sempre molta simpatia”.

Ciao Luciano!❤️

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