La libertà di stampa in Italia continua ad essere minacciata dalla criminalità organizzata, in particolare nel sud del Paese, nonché da vari gruppi estremisti o di protesta che usano la violenza, che hanno visto un aumento significativo durante la pandemia.

Panorama dei media
Il panorama mediatico italiano è ben sviluppato e dispone di un’ampia gamma di mezzi di comunicazione che garantiscono una reale diversità di opinioni. Il settore radiotelevisivo comprende diverse emittenti televisive pubbliche (come Rai 1) e radio pubbliche, oltre a molte emittenti televisive e radiofoniche private. La stessa diversità caratterizza la carta stampata, che comprende quasi 20 quotidiani con una tiratura di oltre 20.000 (come Corriere della Sera, La Repubblica e La Stampa), circa 50 settimanali a tiratura consistente (come L’Espresso), così come molte riviste e siti web di notizie.

Contesto politico
I giornalisti italiani godono di un clima di libertà. Ma a volte cedono alla tentazione di autocensurarsi, o per conformarsi alla linea editoriale della propria testata giornalistica, o per evitare una denuncia per diffamazione o altre forme di azione legale, o per paura di rappresaglie da parte di gruppi estremisti o della criminalità organizzata.

Quadro giuridico
Un certo grado di paralisi legislativa sta frenando l’adozione di alcuni progetti di legge che sono stati proposti per preservare e persino migliorare la libertà giornalistica. Questo spiega in parte i limiti che alcuni giornalisti incontrano nel loro lavoro. La diffamazione deve ancora essere depenalizzata e la pandemia ha reso più complesso e laborioso per i media nazionali accedere ai dati detenuti dallo stato.

Contesto economico
A causa della crisi economica, i media nel loro complesso sono sempre più dipendenti dagli introiti pubblicitari e da eventuali sussidi statali, mentre anche la carta stampata sta affrontando un graduale calo delle vendite. Il risultato è una precarietà crescente che mina pericolosamente il giornalismo, la sua energia e autonomia.

Contesto socioculturale
La polarizzazione della società italiana durante la pandemia di Covid-19 ha colpito i giornalisti, che sono stati oggetto di aggressioni sia verbali che fisiche durante le proteste contro le misure adottate dalle autorità per combattere la pandemia.

Sicurezza
I giornalisti che indagano sulla criminalità organizzata e sulla corruzione sono sistematicamente minacciati e talvolta soggetti a violenze fisiche, compresi incendi dolosi alle loro auto o alle loro case. Campagne intimidatorie online vengono orchestrate per “punire” i giornalisti che hanno il coraggio di esplorare temi così delicati come la collusione tra famiglie mafiose e politici locali. Venti giornalisti stanno attualmente ricevendo protezione 24 ore su 24 dalla polizia perché vittime di intimidazioni, minacce di morte o attacchi.

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