Eva Robin’s è stata la protagonista di un’intervista molto informale e “friendly”, realizzata dall’emittente regionale TvQui, visibile in tutta l’Emilia-Romagna, andata in onda lo scorso lunedì sera.
Personaggio straordinario che ha fatto epoca (e scalpore), con la sua presenza in alcune trasmissioni televisive (“Lupo Solitario di Antonio Ricci è la mia preferita e poi Matrjoska: fu addirittura censurata, c’erano Moana Pozzi, lo Scrondo, io…”, ricorda Eva), quando la trasgressione era “normalità” e – soprattutto – era sincera, genuina, non costruita.
“Adesso la mia trasgressione è andare a letto con le galline! Una volta adrenalina, ora melatonina!”, scherza.
“Ormai sono spettatrice delle trasgressioni altrui”, aggiunge filosoficamente Eva, nome che ha scelto perchè in gioventù gli amici le dicevano che assomigliava ad Eva Kant, la compagna di “Diabolik”. Il cognome proviene, viceversa, dallo scrittore Harold Robbins.
Nell’intervista, realizzata in modalità “a distanza” dalla sua casa bolognese (con gatta Dana come coinquilina, “è una razza senza pelo, nuda, come lo è stata per tanto tempo la mamma”…), l’artista racconta la sua tournèe teatrale con lo spettacolo “Metamorfosi”, la sua partecipazione al cortometraggio “La Discoteca” (in cui reciterà il ruolo di una custode di un cimitero), la sua passione per Bologna, la sua città, e per “Blob” il suo programma preferito alla tv (“Però che mito che era Raffaella Carrà! Sono stata sua ospite in tv due volte”), nonchè la sua vena artistica che l’ha resa molto apprezzata anche come pittrice. “Dipingo praticamente da sempre”, dice. “É il mio lato dark che si esprime. E da piccolino cantavo pure nel coro della chiesa…”.
Ma Eva non vorrebbe condurre un programma tuo suo in televisione? “No, io non conduco, vado condotta. Forse perchè non ho condotta…”, risponde stupendamente Eva. “Al massimo potrei condurre una trasmissione come quella della Brambilla, sugli animaletti…”.
E per quanto riguarda il ddl Zan, pur restando fuori dalla “battaglia politica”, Eva Robin’s conferma il suo pieno appoggio “da casa” (dice lei) per la lotta per i diritti del movimento LGBTQ+.”Ritengo che la legge dovrebbe tutelare tutte le persone che non possono difendersi, anche se si tratta di anziani e bambini”, dice Eva.
Una persona “vera”. Anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni.

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