Drag Queen: carcere e crociere

Drag Queen, anche se di certo negli anni ’50 si chiamavano “Trasformisti”. La prima foto è di un marinaio mercantile non identificato a bordo della SS Caronia che si appresta ad uno spettacolo e non solo… la seconda in una non meglio identificata nave da Crociera.

La marina mercantile in generale, ma soprattutto quella Britannica e Statunitense, in una certa misura fornì un rifugio per molti omosessuali “ovvi” e “invertiti” (la prima volta che venne usata la parola “transessuale” fu nel 1949, per cui negli anni ’50 ancora veniva usato “invertito”). Per dirla in gergo marittimo fu per tanti e tante una “Scialuppa di Salvataggio”.

La libertà di costumi, sessuale, etnica, religiosa dopo la seconda Guerra Mondiale, lungi dall’essere raggiunta. Consideriamo che negli anni ’50, le leggi proibivano qualsiasi tipo di attività omosessuale e “trasformismo o travestisismo”, tanto che tali leggi furono rigidamente applicate, sia negli USA che nel Regno Unito, in seguito agli scandali di spionaggio di Burgess e Maclean e del Montecchi.

Basti uno su tutti: il Processo Wildeblood del 1954.

La vita gay e non solo, tuttavia, fiorì a bordo di grandi navi da crociera oceaniche come la Caronia, dove feste e spettacoli di drag queen erano un intrattenimento regolare per l’equipaggio e anche talvolta per i passeggeri.

Le altre serie di Immagini sono relative al modo in cui una persona travestendosi potesse essere soggetta ad arresti.

Valeria Calda