Luca Deri: ad Aurora dialogo e perseveranza

D: Ti senti un pò lo sceriffo di Borgo aurora?

R: No, assolutamente no, anche se sinceramente ho fatto tanti anni fa il concorso in Polizia ma purtroppo dopo la distrofia muscolare non ho potuto continuare nel mio intento ma non credo che nessuno possa dire che ho mai avuto atteggiamenti simili. Inoltre credo che tutti possano ricordarmi per la mia volontà di cercare sempre il dialogo seppure nel rispetto delle regole dettate dalla civile convivenza.

D: Qual è la causa di questo ventennio disastroso in questa area di Torino?

R: Beh, la ragione principale è la delocalizzazione del comparto industriale della “Grandi Motori” che è stato spostato a Trieste per questioni di carattere logistico. Se poi adesso aggiungiamo il tracollo del gruppo finanziario tessile, questo è il risultato; dovuto anche al fatto che i dipendenti di queste due grandi aziende per la maggior parte risiedevano nella zona. Inoltre bisogna anche porre nota sul fatto che dal dopo guerra ad oggi si è molto parlato di riqualificazione del quartiere Aurora poco è stato fatto e mi preme sottolineare che se il quartiere non ne ulteriormente degradato è proprio grazie a quell’immigrazione occupata ed inserita che ha permesso che molti appartamenti non fossero vuoti o semi abbandonati, creando una situazione che sarebbe stata veramente catastrofica.

D: Molto del disagio dei residenti è dato dallo spaccio a cielo aperto…

R: Ma non è solo questo, molto è solo effetto collaterale di un problema… Il Ponte Mosca e la sua gradinata affacciata al fiume ma nascosta alla vista dalla strada diventa un ricettacolo di persone con diverse problematiche non solo legate alla droga. Però ci sono anche dei casi assolutamente atipici come il Giardino Madre Teresa di Calcutta che da sulle case di C.so giulio cesare dal n. 36 al n.41 che di giorno sono autenticamente piene di famiglie e bambini che giocano (addirittura sarebbe una sorta di esempio di un area giochi perfetta) ma la sera purtroppo, come del resto i giardini di via Limonda, tornano ad essere terra di nessuno.

D: Quale può essere la svolta a tutto questo?

R: Sicuramente la sintesi del piano di sviluppo locale condiviso di Borgo Dora, Aurora, Valdocco è la chiave di svolta e davvero molti sono i luoghi interessati: dall’area dell’ex linea ferroviaria detta “trincerone” a via Cuneo, Corso Emilia, Piazza Baldissera. davvero tanti saranno negli anni avvenire gli interventi a cui si vuole dare vita cercando di rendere il quartiere più a misura d’uomo e sostanzialmente meno pericoloso. Tutto ciò coinvolgerà naturalmente il commercio, la ristorazione etnica e l’eccellenza della nostra filiera agroalimentare. E’ in questa ottica che si vuole operare anche per favorire un ritorno dell’industria manifatturiera legata all’eccellenza e al pregio. Tutto questo si fonda sull’idea di inclusione, formazione e solidarietà per poter essere un modello virtuoso di sviluppo multietnico.

D: La situazione di Porta Palazzo è sempre più compromessa?

R:  Beh, la crisi del Covid non ha certo fatto bene al polo alimentare però devo anche dire che l’area di Porta Palazzo vive un handicap che è quello di non essere stata rilanciata dal punto di vista turistico. L’unico rilancio vero della suddetta area è avvenuto con le olimpiadi del 2006 e dopo si è arenato tutto.

D: Qual è un profilo della famiglia tipo di Aurora?

R: Per famiglia tipo intendo una famiglia italiana o straniera che sia lavorativamente inserita nel tessuto sociale, che vive il quartiere in modo sano e responsabile. Direi la maggior parte delle famiglie del quartiere; non c’è poi bisogno di fare nomi ma molti degli artisti famosi torinesi risiedono in Aurora e molte attività di carattere intellettivo e culturale stanno acquisendo spazi per le loro attività da noi

D: Progetti futuri?

R: L’inaugurazione del nuovo palazzetto dello sport di Via Carmagnola da 400 posti creata per la polisportiva del Sermig. Inoltre lo scozzese Mc Namara, con una società a capitale società creerà il TS Hotel che dovrebbe essere un’impatto virtuoso teso a riqualificare la zona del Ponte Mosca anche perchè adesso vi sono congiunte sia attività congressuali che sportive e culturali.

D: Una domanda che non ti ho fatto e che avresti voluto ti facessi?

R: Se io ci credo e sono fiducioso dello sviluppo di Aurora. Io ci credo e continuo a lavorare per questo ma la città non deve più destinare risorse economiche a pioggia che si disperdono in mille rivoli non producendo nessun positivo effetto. Se vi saranno scelte mirate, condivise e piani di sviluppo concreti come le cose che ho citato allora ci sarà un cambio di rotta di cui tutta la collettività potrà godere.

D: Torino: il PD con i 5 stelle o no?

R: Al primo turno squadra tipo: centro sinistra classico. Al ballottaggio si dovranno vedere e valutare le intese programmatiche e si deciderà allora sulla base di quello.