Philipp Plein: una causa rivela la sua natura omofoba

Una nuova causa legale per discriminazione rivela, che il famoso designer Philipp Plein, discriminerebbe apertamente i suoi dipendenti in base all’orientamento sessuale oltre ad avere licenziato un regional manager, dopo una serie di gravi episodi di violazioni della privacy e mobbing aziendale legato al suo orientamento sessuale e alla sua condizione di positività all’HIV.

Amro Alsoleibi è un manager con una lunga carriera nella moda. Dopo essersi lamentato per una serie di commenti omofobi, gli venne negata la possibilità di recarsi a visitare il fratello sul letto di morte in Siria (un diritto che la legislazione newyorchese invece gli garantiva) e gli venne revocata all’improvviso anche l’assicurazione medica, costringendolo a rivelare di essere positivo all’HIV, una condizione di salute che richiede intense e costose cure mediche ma che è coperta anche dal diritto di privacy. A quel punto il brand gli ridiede la copertura assicurativa ma iniziò a «monitorare in modo intrusivo» il suo stato di salute, utilizzandolo come scusa per impedirgli di viaggiare e ostacolandolo nello svolgimento del suo lavoro, infine con il licenziamento nel 2019.

Né il designer né i suoi rappresentati hanno risposto o fornito commenti alla stampa. Alsoleibi ha citato in giudizio Plein per danni, stipendi arretrati, stress emotivo, licenziamento ingiusto, mobbing e discriminazione, oltre che per violazione di alcune leggi di New York che riguardano il rispetto dei diritti umani e i disabili.