Non sono negazionista ma caro governo, regioni e tv:

  • le parole che avete usato non hanno dato un allarme ma creato allarmismo (per cui terrore);
  • avete creato un “lockdown psicologico” a tal punto che le persone si sono rinchiuse in casa, parlate di attività lavorative da fare in stupid-working… scendiamo con i piedi in terra, il meccanico non usa il 5G per rimettere in sesto un’auto, il carrozziere non ha una stampante tridimensionale che trasforma polimeri, il gommista non ha un robot per cambiare le gomme così come la sarta deve cucire, la parrucchiera deve fare tagli e messe in piega come il cameriere deve servire ai tavoli per portare “il tozzo di pane” a casa;
  • parlate di coprifuoco, ma dite che non siamo in guerra, parlate di nuova chiusura totale (lockdown) con facilità estrema da far rabbrividire anche il peggior carnefice nazista Adolf Eichmann… perché dico così? Semplice, state chiedendo al popolo di suicidarsi economicamente mentre voi, con totale indifferenza ve ne fregate, tanto avete il posto “certo”, pubblico, comunale e la pensione sempre assicurate.
    Beh, sappiate che se il popolo si suicida e non paga le tasse alla fine anche voi sarete “in braghe di tela”.
  • mettiamoci in testa che dobbiamo convivere con tale covid, per cui fate controlli in punti nevralgici di assembramento e se le attività rispettano le regole, ma non bloccate lavori, attività e commercio. Non siamo come il Brasile, che è vero che si è indebitato fino all’osso, ma per sostentare autonomi e commercianti, ha dato per ben 8 mesi un salario sociale (ogni volta a circa 73 milioni di cittadini). Non siamo così e nemmeno la UE ce lo permetterebbe.
    Abito davanti ad una clinica sia per esami che per anziani; è sempre piena, soprattutto il sabato, a tal punto che spesso (ogni giorno) si presentano poliziotti della polizia locale/municipale per fare multe. Oggi non c’è nessuno… nemmeno auto parcheggiate di fuori…
  • Il paese deve vivere, la popolazione deve vivere, ci vuole responsabilità di ognuno ma questa sorta di repressione non è il modo giusto, questo continuo spettro che viene riproposto della chiusura non fa che alimentare uno stato di crisi e ribellione, tanto più che stiamo parlando in modo generalizzato della nazione che ha occupati il 18-20% dei posti letto disponibili. Se avessimo l’80-90% come era a marzo?

Se andremo avanti così avremo un Italia zeppa di povertà.

Valeria Calda

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