Ciro: la negazione e la violenza di genere nella stampa

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A Caivano si sta scrivendo una delle storie più brutali di violenza di genere.

Si tratta di Ciro e Maria Paola. Ciro è un uomo FTM Transgender, lui e la sua ragazza sono in moto e vengono speronati dal fratello di lei. La ragazza muore. Ciro è in ospedale e non sta bene.

Si consuma un dramma ancora più terribile, nella peggiore negazione, e Ciro in questa violenza inaudita subisce pure la condanna dell’ignoranza degli pseudo giornalisti e l’omertà di stampa. Lui non viene descritto come Ciro, ma come la compagna della ragazza morta.

Se vogliamo capire cosa vuol significare che bisogna avere una legge contro l’omolesbobitrasfobia, questo è uno dei casi più espliciti.

Qui c’è un omicida, c’è la violenza di genere, c’è la negazione da parte di una stampa che non sa definire fatti e persone e l’Italia da cambiare. Quando i fatti non si comprendono, quando non si conoscono perché anche distanti, inutile fare speculazione di questo tipo. Vogliono cambiare la narrazione perché desiderano creare del becero Voyeurismo.

Ciro bisogno di tutto il nostro supporto.  La comunità LGBT tutta, e non solo, stanno ricordando la sua amata Maria Paola e il loro grande amore. Questa è l’era in cui i social possono mandare segnali di vita.
Fatelo.
Disegnate, scrivete, create.
Consegniamo la vita a Ciro, il ricordo del suo amore, il suo orgoglio di uomo trans, la dignità.
Non deve smettere di sperare.
Lui vi leggerà, e un giorno potrete consegnare di persona ogni istante che gli avete donato.

Nessuno dovrà più infliggergli alcuna negazione in merito alla sua identità di genere, e nonostante ci sia una società che non separa solo nei termini di mancanza di cultura, ma per mancanza di sensibilità e formazione, il suo nome da oggi lo affermerà per ciò che, cioè un Uomo.

(Liberamente tratto da Daniela Lourdes Falanga)