Bicicletta: folli per il vintage

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D: Cominciamo con le presentazioni: chi sei Filippo?

R: Nella vita reale sono un impiegato/magazziniere nel mio paesino, nella vita “alternativa”, quella che interessa di più in questo caso, sono un restauratore di biciclette d’epoca e antiche. Hobby che curo nelle poche ore libere giornaliere o nei weekend.

D: Restauratore? Da dove nasce questo hobby, che per molti è un vero e proprio lavoro

R: Sì, è vero, per molti aspetti è un vero lavoro, che porta via tempo e fatica! Nasce circa 6 anni fa da quello che un po’ tutti noi abbiamo sempre pensato: “nonno aveva una bicicletta in cantina, ormai in disuso da anni, chissà se è di valore?” Ebbene da quella bici nasce la mia passione, ci si informa, si studia, si confrontano le altre bici e si risale al modello preciso. Nel mio caso è una Bianchi del 1951 mantenuta pressoché originale nel corso degli anni da mio nonno.

D: Quasi tutti abbiamo in cantina una bicicletta vecchia e arrugginita, è di valore? Come riconoscerlo?

R: Beh, qui il discorso è un po’ complesso e forse non sarò in grado di dare la risposta esaustiva al 100%. In linea di massima oggi si definiscono biciclette d’epoca tutte quelle che sono state realizzate fino alla fine degli anni 50. Dopo si parla di bicicletta vintage, il che fa pensare già a un valore molto inferiore rispetto alle prime. Detto così può sembrare facile e scontato, ma vi assicuro che ci sono così tante variabili che anche i più esperti molte volte faticano a riconoscere e risalire all’anno di costruzione preciso – si pensi a tutti quei piccoli costruttori locali sparsi in tutta Italia.

D: Bene e allora come fare a essere certi infallibilmente di avere per le mani qualcosa di valore?

R: Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, vi potrei suggerire di controllare nei punti più strategici eventuali stampigliature che possa far risalire all’anno della vostra bicicletta. Per quanto riguarda i marchi più blasonati (Bianchi, Umberto Dei, Legnano, ecc) erano soliti punzonare ogni componente della propria macchina. Troveremo sempre inciso l’anno ed il marchio di fabbrica all’interno delle pedivelle, sulle ghiere della serie sterzo, sulle calotte e sul perno del movimento centrale, negli assi e nelle calotte dei mozzi, negli assi dei pedali, sotto il manubrio. Ne consegue che una volta risalito all’anno, quanto più esso è basso, tanto più rara e di valore sarà la bicicletta. Ovviamente il discorso è ben più complesso ed andrebbe approfondito meglio esaminando caso per caso con attenzione, ma non voglio annoiarvi più di tanto.

D: Siamo riusciti a risalire all’anno della bicicletta, come facciamo a capire che modello abbiamo tra le mani?

R: Anche qui vale il discorso fatto precedentemente: i produttori locali e artigianali erano centinaia (se non migliaia) in Italia, quindi dovremmo sperare che la nostra sia stata prodotta dai più blasonati. Una volta risaliti al marchio di appartenenza, online o sui social, siamo pieni di materiale da potere – e dover – consultare per confrontare la nostra bici. Un sito di riferimento per tutti noi appassionati è www.registrostoricocicli.com in cui troviamo cataloghi dell’epoca e bici restaurate censite in base all’anno, al marchio e al loro numero seriale inciso sul telaio. In alternativa ci sono i social: Facebook offre una vastità di contenuti accessibili a tutti ed ha il vantaggio di poter interagire immediatamente con utenti che condividono questo hobby sicuramente da più tempo di noi.
Un’altra valida opzione da tenere in considerazione per esaminare la propria macchina è la rivista “Biciclette d’epoca”, un bimestrale che vi aiuterà sicuramente con i suoi numerosi articoli itineranti e le sue dritte, scritti da noi appassionati. A proposito, troverete anche qualche mio articolo su questa rivista.

D: Hai nominato il sito www.registrostoricocicli.com, cos’è?

R: Semplificando al massimo il concetto, non è altro che l’ASI (Automotoclub Storico Italiano) delle biciclette. Nato dall’idea di poche persone di voler catalogare le nostre bici d’epoca in un database accessibile a tutti, è diventato oggi il punto di riferimento assoluto, riconosciuto anche da Federciclismo. Tanti anni di lavoro mi hanno portato a farmi conoscere un po’ da tutti in questo settore, tanto che due anni fa mi è stato proposto di entrare a far parte del direttivo proprio del Registro Storico Cicli.

D: Fantastico!! Sarà stata una grande soddisfazione personale, immagino. Ma il tutto si restringe nelle “4 mura” di ognuno di noi/voi, fate mai raduni, mostre itineranti?

R: E si, una bella soddisfazione sicuramente. Si certo, le mostre, gli incontri, i raduni sono il vero motivo per cui facciamo tutto questo! E’ l’occasione per incontrarci, per conoscerci “di persona”. Mercatini ne facciamo tanti, soprattutto nel nord Italia, qui ci scambiamo ricambi, bici intere, ci si conosce, ci si incontra, si ride, si scherza, siamo un po’ come una grandissima famiglia ahahah!! Facciamo inoltre molti raduni a tema storico-rievocativo, che prendono il nome di “Ciclostorica”. E’ l’occasione giusta per sfoggiare i nostri mezzi d’epoca finemente restaurati, ma anche gli abiti vintage tipici dell’Italia che è stata. Ho la fortuna di avere una fidanzata che mi segue in tutto questo e ama curare l’aspetto “outfit”; cosa che ci ha portato anche a vincere numerosi premi in questi anni. Le ciclostoriche non sono però solo raduni statici, sono percorsi di 30-40-70-100 km, sempre in sella alla bicicletta restaurata, intervallati da soste “culinarie” spettacolari. Ogni paese/regione organizzatrice di questi percorsi, infatti, offre scenari e piatti tipici a tutti i suoi partecipanti. La più famosa – forse ne avrete sentito parlare – si chiama L’Eroica a Gaiole e richiama gente da tutto il mondo. Da qui sono poi nate numerose altre Ciclostoriche in tutta Italia, compresa la mia Puglia, non tanto famosa per la sua tradizione ciclistica, quanto per il buon cibo e bellissimi paesaggi.

D: Torniamo a te, hai un laboratorio, un’officina dove ripari e restauri?

R: Si, come detto lo faccio per hobby e quindi mi sono allestito una mia piccola officina privata in cui effettuo i lavori, principalmente a livello personale. Ora sto collaborando con un amico di Lucca, che sta allestendo un museo con oltre 300 biciclette d’epoca. Finora ne ho restaurate con soddisfazione 16, ma la strada è ancora lunga e vi inviterò a visitare il suo museo appena sarà tutto pronto. Come detto prima, il tempo è sempre troppo poco, per cui lo faccio solo per amici stretti e parenti, ma se aveste necessità anche solo di consulenza, potete trovarmi all’indirizzo email filipmar@hotmail.it

D: Bene Filippo, è stato un piacere. Alla prossima… vado a cercare in cantina!!

R: Ahah, cercate cercate, e non vi soffermate al primo impatto, sotto la ruggine si potrebbe nascondere un tesoro!!

Alla prossima!!