“Lola”, basso budget e alta qualità per il cortometraggio sulle adozioni LGBT

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Lola è un film talmente ricco di argomenti delicati ed è impossibile non innamorarsene. Christina Andrea Rosamilia, attrice italo-svizzera di Bellinzona, residente da tre anni a Londra, è l’interprete di Lola.

“È sicuramente un ruolo molto interessante. Appena ho letto il copione, mi sono detta: deve essere mio! Questo perchè il film parla di tematiche delicate, ma al tempo stesso profonde. Tematiche che, troppo spesso, vengono trattate in maniera superficiale o svendute ad un pubblico curioso che ama la morbosità.
Sulla transessualità si è detto, scritto e mostrato molto, forse troppo, ma in maniera azzardata e quasi sempre in chiave negativa. Si è solito pensare ai transessuali come delle vittime, relegati alla prostituzione, a soprusi o soggetti ad angherie di ogni sorta. Li si vede come dei vinti e quasi mai come dei vincitori. Quando non è sempre il caso!

“Il film è talmente ricco di argomenti delicati, come la transessualità, l’adozione per le persone transgender, l’amore, le rinunce, la maternità…
Come non innamorarsi di un copione cosi bello?”

Christina Andrea Rosamilia
Attrice di “Lola”

“Mi sembra giusto che una persona transgender possa adottare”

“Mi sembra giusto che una persona transgender possa adottare”, riprende Christina Andrea Rosamilia, “perchè la famiglia non è per forza quella biologica, ma un posto dove stai bene, dove ricevi amore. Ci sono cosi tanti bambini che aspettano di trovare il loro focolare: perchè proibire una cosa simile? In Lola, il mio personaggio, c’è molto di me stessa, come in ogni personaggio che interpreto. Ci metto i miei sogni, la personalità, i desideri, ma soprattutto le ferite. Un vero attore usa le proprie ferite e le mostra, senza vergognarsene, se ne veste e brilla di verità. Ci sono molti silenzi nella vita di un attore…”.

“C’è molto di me in Lola, ma anche molta ricerca, c’è rispetto, c’è curiosità, c’è speranza”, conclude l’attrice. “La speranza di cambiare le cose, di cambiare le prospettive del transessualismo. Perchè essere transessuali non è un crimine, è solamente un viaggio tortuoso, un viaggio verso se stessi. E i transessuali, questo, lo sanno bene. Camminano fin dalla giovane età su una strada in salita, difficile, irta di ostacoli, tra i giudizi della gente, le discriminazioni, le difficoltà a trovare un lavoro dignitoso e a trovare l’amore”.

“Conta solo chi sei”

Christina Andrea Rosemilia continua: “Il prezzo da pagare per mostrarsi al mondo come si è o come si vorrebbe essere è altissimo! Tutto per essere se stessi. Perchè se in questo mondo riesci ad essere te stesso, beh, allora hai vinto. E non conta più cosa sei e per chi lo sei, conta solo chi sei”.

C.A.R.
Un intenso primo piano di Christina Andrea Rosamilia.C.A.R.

“Vorrei che si parlasse di normalità”

“Mai come in questo periodo storico sentiamo parlare di transessualismo”, continua l’attrice.
“I media, il mondo, le gente: tutti vogliono sapere e ne sono curiosi e, al tempo stesso, spaventati. Si ha paura di ciò che non si conosce. Il transessualismo si sta facendo lentamente strada tra le gente. Ma c’è ancora molto da fare. Si parla spesso di transessualismo relegato alla prostituzione o al mondo della notte. Vorrei che si parlasse anche di transessuali dottori, commessi, venditori, poliziotti. Vorrei che si parlasse di normalità e non di qualcosa di soprannaturale”.