Per il Covid, ne ottimisti, ne pessimisti, solo razionalisti. Il virus esiste, circola e persiste

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Non temerlo, cercare di evitarlo e continuare il più possibile la vita normale. Il vaccino non ci sarà prima del 2021 e, ammesso che funzioni, ci vorrà almeno un anno per una copertura affidabile.

Le chiusure generalizzate dei lockdown draconiani non possono che fare piu male del virus.

Considerando i sieropositivi, la letalità è molto più bassa per tutte le fasce d’etá, quasi inesistente tra i giovani, minima per quelle sotto i 50 anni, bassa fino a 70 e più alta dopo i 70 anni, riguardando soprattutto persone con altre patologie note o misconosciute.

L’eccesso di mortalità è inevitabile e solo a fine epidemia ne vedremo la vera entità, sapendo che ci sono quelli che sono morti prima per il virus e quelli che moriranno dopo per il lockdown sanitario.

Nuove recrudescenze ci saranno e si muoveranno tra una bassa immunità generale (5% generale con punte del 30-40% nelle zone più colpite) e l’effetto “harvesting” per avere già colpito i più deboli come per la “strage” nelle RSA.

In poche parole vedo sempre più persone vivere normalmente, eludendo la stupidità delle regole all’aperto e rispettando alla buona per paura delle multe quelle all’interno di negozi e locali.

La mascherina è diventata un ornamento per collo e braccia. I guanti sono il residuato di una paranoia sempre più sfumata e distante.

Rimangono le stonature sindacali sulla scuola, che rischia di aprire a singhiozzo, non solo per la valanga di banchi monouso da trovare (chissà perché due studenti non possono sedersi sul lato corto di un banco a due, ma lo possono fare in bar e ristoranti).

Nelle auto si fa quel che si vuole, congiunti o non congiunti, e l’italiano medio è un pò come quel carabiniere infedele, che in piena Zona Rossa organizzava feste senza distanziamenti nel proprio giardino a Piacenza.

Da juventino spero che le feste di Torino facciano impallidire quelle partenopee per la Coppa Italia.