Il “caso Rosso”: Davide Betti Balducci lo racconta a OrlandoMagazine

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D: Davide Betti Balducci presidente nazionale di Diritti e Libertà per l’Italia, ci parli del caso Roberto Rosso

R: Roberto Rosso è una brava persona, lo conosco da ventun’anni, il trattamento che gli è stato riservato non è degno di un paese che si definisce civile e democratico e se dovesse aver fatto qualche errore, cosa che mi sembrerebbe molto strana, dovrà pagare, altra cosa è la sottomissione da parte della magistratura ad una persona che per la Costituzione Italiana è innocente. Arrestato il venti dicembre alle porte delle festività, prelevato dal letto di casa sua come un terrorista, negati gli arresti domiciliari per due volte, cosa che in processi simili sono stati concessi subito, il pubblico ministero ha dato parere favorevole due volte, ma il giudice continua a negare gli arresti domiciliari, cosa surreale.

D: Come ha reagito alle dichiarazioni di Fratelli d’Italia?

R: Non mi aspettavo nulla di diverso, dare a loro dei fascisti è un complimento, avevo detto a Roberto che quella non era gente come noi, ma purtroppo ha dovuto seguire il consiglio di Fabrizio Comba e entrare in Fratelli d’Italia, altri partiti di centrodestra non lo avrebbero candidato per due motivi, il primo è perché avrebbe preso più voti degli amici degli amici e il secondo perché Roberto è una persona che ragiona con la propria testa, cosa assai non gradita in particolar modo in questo centrodestra che è diventato solo destra. In un partito normale la Meloni sarebbe corsa in carcere a vedere cosa era successo e poi decidere se sostenere Rosso o autosospenderlo, lei invece dal tavolino di un bar ha condannato Rosso senza sapere nulla. Diciamo che Rosso non serviva più, una campagna elettorale così imponente non ce l’hanno mai avuta, i voti sono passati dal 1.6% al 5.5% e quindi l’ultima cosa era quella di liberarsi di Rosso. Ma il Karma fa ritornare tutto e quando ritornerà sarà spietato, ne sono fiducioso.

D: Cosa ne pensa della detenzione cautelare?

R: Penso che debba essere chiamata con il suo nome, carcere preventivo, mettiamo in carcere un innocente per Costituzione, per poi dichiararlo innocente nel 50 % dei casi e indennizzarlo con i soldi dei contribuenti.

D: Quante persone sono sottoposte a carcere preventivo, come lo chiama lei, in Italia?

R: Sono 10.000, lo stesso numero di carcerati che crea il problema del sovraffollamento delle carceri, togliendo il carcere preventivo risolvi il problema carceri.

D: I giudici dovrebbero avere responsabilità maggiori per le azioni che fanno e per le decisioni che prendono?

R: Devono essere trattati come tutti gli esseri umani, se sbagliano devono pagare di tasca propria, magari stipulando una polizza assicurativa, come fanno i medici e se fanno errori gravi devono essere cacciati, proprio come farebbe un’azienda o un ente pubblico con ognuno di noi.
Se io sbaglio e rovino la vita di una persona, dei suoi familiari e amici, non posso fregarmene perché tanto paga il popolo italiano con le sue tasse per i miei errori…

D: Quindi è favorevole ad una riforma sulla magistratura?

R: Diciamo che un posto importante come quello di un magistrato non dovrebbe essere a vita, come non dovrebbe essere quello di un parlamentare e sicuramente come in entrambi i casi devono essere eletti, se hai lavorato bene in modo imparziale, non hai nulla da temere, in altri casi chi è causa del suo male pianga se stesso.

D: Lei pensa che ci sia una magistratura politicizzata?

R: Io penso che ci siano bravi giudici, quelli che non vedi sulle copertine delle riviste, che lavorano bene con molto impegno, ma penso anche che una fetta della magistratura se non ci fossero stati personaggi come Silvio Berlusconi non avrebbe mai fatto carriera. Ci sono città più politicizzate delle altre quello è sicuro, ma per essere più tranquilli, basta militare nelle file del centrosinistra, questa cosa la possiamo paragonare ad un vaccino.

D: Lei politicamente nasce in Forza Italia, non pensa che avevate la possibilità di cambiare tutto questo e non lo avete fatto?

R: Assolutamente sì, ora paghiamo le conseguenze.
E’ sbagliato sbraitare contro i magistrati, come è sbagliato che un politico abbia paura della magistratura per fare un’ eventuale riforma. Il fanatismo e le persecuzioni ci hanno portati dove siamo ora, cioè nel caos totale.

D: Perché un politico dovrebbe avere paura della magistratura se vuole proporre una nuova riforma?

R: Semplice, ma non solo se vuoi fare una riforma, i politici non possono lavorare liberamente, ci sono una marea di Sindaci che hanno paura di firmare documenti comunali, perché potrebbero essere fraintesi e nelle peggiori ipotesi messi in carcere preventivo per qualche mese e poi liberati perché innocenti, ma nello stesso tempo sputtanati a morte, con famiglie e amici distrutti dal dolore. La magistratura deve incarnare la giustizia e non il braccio violento di uno stato inesistente.

D: Perché parla di uno stato inesistente?

R: Perché in Italia nessuno decide, comandano tutti ma non comanda nessuno, troppi passaggi, troppi filtri, basterebbe una Repubblica presidenziale, sullo stile americano, con elezioni di medio periodo per garantire la democrazia, basterebbe un Parlamento e non due, basterebbero cinque Regioni a statuto speciale (nord, centro, sud, Sicilia e Sardegna) e non ventuno Parlamenti locali, basterebbe dare potere ai sindaci che ora valgono poco più degli amministratori di condominio, basterebbe abolire le Prefetture. Bisogna garantire l’efficienza dobbiamo spazzare via tutti i filtri, che paralizzano il paese e ci vogliono norme chiare. Ma soprattutto ci vuole l’indipendenza della politica dalla magistratura.

D: Cosa dice sull’indipendenza della magistratura?

R: Che anche qui fraintendiamo la cosa…
L’indipendenza della magistratura vuole dire che un giudice ha il diritto di muoversi in libertà per svolgere in pieno le sue funzioni istituzionali e non che la magistratura è intoccabile perché è indipendente.

D: Cosa spera ora per Roberto Rosso?

R: Spero che venga trattato come le altre persone imputate per la stessa cosa, quindi che gli vengano assegnati gli arresti domiciliari, perché se non dovesse accadere siamo davanti ad una detenzione politica e quindi Roberto Rosso è un prigioniero politico.