Le mafie vogliono guadagnare con il coronavirus. Combatterle con la legalizzazione

Lo diciamo da decenni: è Meglio Legale! Legalizzare la Cannabis è un provvedimento libertario perché riporta nell’alveo della autodeterminazione la scelta di assumere sostanze, lasciando allo Stato il dovere di informare i cittadini sugli effetti dell’abuso di quelle sostanze. Legalizzare la Cannabis è un atto di ragionevolezza perché di fronte a sei milioni di consumatori dire che è proibito coltivarla e venderla fa meno che ridere. Legalizzare la Cannabis è un provvedimento contro le mafie e la criminalità, che oggi vivono innanzitutto grazie agli introiti derivanti dalla vendita delle droghe; per inciso il mercato delle droghe in Italia vale 30 miliardi, il 2% del PIL nazionale, pari all’intero comparto agricolo.

Tuttavia l’aspetto che oggi diviene di maggiore interesse, in virtù della enorme crisi economica che abbiamo alle porte, è che la legalizzazione della Cannabis è uno degli elementi da mettere in atto per ridurre gli effetti nefasti dei danni che subiremo a causa del blocco delle attività produttive, introdotto per limitare gli effetti del contagio da Coronavirus. Forse è questo l’aspetto che potrà consentire di aprire la strada a una discussione franca in Parlamento, dove dal novembre 2016, grazie alle firme di 68.000 cittadini, è stata depositata la nostra proposta d’iniziativa popolare per legalizzare la Cannabis e per decriminalizzare l’uso delle altre sostanze. Legalizzare, oltre a far uscire dal sommerso il mercato e a colpire interessi criminali, diventa una opportunità di crescita economica con l’apertura di nuove imprese e la nascita di posti di lavoro. Il proibizionismo ha fallito e ha consegnato fiumi di denaro a interessi criminali; noi oggi chiediamo con forza che si porti nella legalità la produzione, la vendita e il consumo di Cannabis a tutti i livelli; è un semplice atto di buon senso che porterebbe direttamente nelle casse dello Stato almeno 3 miliardi di euro/anno a cui aggiungere il gettito derivante dai nuovi lavoratori del settore. Oltre a tutto ciò si deve considerare il risparmio che lo Stato potrebbe attuare in merito alla drastica riduzione dei processi, alla repressione inutile di questi decenni, al carcere. Parliamo in fin dei conti di una sostanza che è molto meno pericolosa di alcol e tabacco​.

Con questa convinzione – e con questa forza – è in atto una nuova campagna che si chiama, non a caso, “MeglioLegale” Una campagna che vuole costringere il Parlamento a fare il proprio dovere: discutere e decidere. L’appello che rivolgiamo ai Deputati e ai Senatori è di aderire all’intergruppo Parlamentare per la legalizzazione e avviare al più presto un dibattito serio e responsabile su questo tema.

Si dice che le crisi siano spesso foriere di novità e innovazioni a tutti i livelli. Noi auspichiamo che, almeno su questo, ci sia finalmente una luce in fondo al tunnel e che la ragionevolezza e l’approccio laico vincano contro pregiudizi e approcci ideologici, che spesso hanno solo l’obiettivo di creare consenso elettorale sulla pelle dei consumatori.

https://megliolegale.it/

Igor Boni – Presidente di Radicali Italiani