La legalizzazione o la regolarizzazione della prostituzione è uno di quei temi che tracciano una linea di divisione tra le opinioni, che attraversa trasversalmente i gruppi politici, sociali e associativi. Noi, da Radicali e da antiproibizionisti, riteniamo che i lavoratori e le lavoratrici del sesso possano e debbano essere considerati titolari di diritti e doveri al pari di altri lavoratori. A chi contesta questa nostra proposta utilizzando il tema dei diritti delle donne e degli uomini che oggi si prostituiscono, rispondiamo che è proprio l’attuale regime proibizionista e securitario che spinge ai margini e che crea i presupposti di sfruttamento a vantaggio esclusivo di organizzazioni malavitose grandi e piccole. Noi crediamo nell’autodeterminazione di chi vuole praticare questo lavoro e nella possibilità di svolgerlo nell’ambito di regole esplicite, definite, precise. Sono proprio le regole, la regolamentazione, a rendere più difficoltoso l’ingresso della criminalità, come accade in ogni attività umana. Sono le regole a rendere anche queste attività più controllabili, a vantaggio di tutti, Stato compreso.

Dove si è utilizzato il pugno di ferro contro i clienti le cose sono migliorate? La risposta è assai semplice: NO. Il risultato è stato quello di spostare la prostituzione in aree più marginali delle città, in zone meno visibili, in luoghi meno accessibili alla vista e quindi al controllo. Anche Amnesty International sul tema ha avuto una posizione chiara dicendo che “la depenalizzazione della prostituzione è il miglior modo per difende rei diritti umani dei/delle sex workers e mitigare i rischi di abusi e violazioni nei loro confronti”.
Il dibattito è sicuramente complesso e deve essere fatto guardando la vicenda da molteplici punti di vista ma deve essere realizzato lasciando da parte tabù e approcci ideologici, con l’obiettivo di governare un fenomeno che c’è e ci sarà, qualsiasi provvedimento restrittivo si ponga in essere.

L’Associazione radicale Certi Diritti da anni anima questo confronto con proposte concrete, a livello internazionale, nazionale e locale, proposte che sono state portate all’attenzione dell’opinione pubblica e nelle aule dei tribunali quando grazie a ricorsi al TAR sono state annullate ordinanze antiprostituzione di alcuni comuni italiani; proposte che dovrebbero divenire finalmente tema di discussione in Parlamento, un Parlamento che sui diritti è in stallo da molto, troppo tempo.

Igor Boni – Presidente di Radicali Italiani