D: Definisciti in tre parole…

R: Testarda, determinata e altruista sono le tre caratteristiche che mi contraddistinguono.

D: Come si diventa manager nel mondo dello spettacolo? Raccontaci come è avvenuto…

R: Ho sempre avuto la vocazione a rappresentare gli altri. Quando ero ragazzina sono stata rappresentante d’istituto a scuola. Il lavoro di manager l’ho scoperto perchè facendolo per me stessa ho capito che, oltre a prendermi cura di me, mi sarebbe piaciuto anche prendermi cura degli altri. Così ho iniziato a rappresentare molti ragazzi popolari, che facevano parte di svariate trasmissioni di successo, come i reality (Grande Fratello, l’Isola dei Famosi, Uomini e Donne…). Tutto ciò l’ho sempre svolto con grande entusiasmo e penso che questo sia a tutti evidente.

D: Ti consideri (indirettamente) un prodotto dei reality?

R: In realtà penso che sia un passaggio quasi obbligatorio diventare un prodotto da reality. Se potessi fare la conduttrice e non solo la manager, lo farei volentieri, ma in Italia pare che sia obbligatorio, per aver successo, il dover passare da un reality. Se penso alla mia amica Vladimir Luxuria, anche lei ha avuto questi passaggi obbligatori, che le hanno permesso poi di interpretare altri ruoli all’interno del piccolo schermo.

D: Quale consiglio daresti ad un giovane che vuole intraprendere la tua carriera?

R: Ad un giovane, che oggi si affaccia nel mondo dello spettacolo, direi che siamo in un’epoca dove il difficile non è avere successo ma il saperlo mantenere, quindi riuscire a dargli una durabilità che gli permetta di approcciarsi stabilmente a questo mondo. Personalità e talento sono le due chiavi di svolta che deve assolutamente avere.

D: Da sempre in prima linea per le battaglie LGBT…

R: Io ho sempre messo la faccia anzi credo che ultimamente il mio impegno sia anche più visibile. Sono stata madrina del Pride di Matera, di Gallipoli, la comunità mi sta dando un giusto ruolo alla luce anche della mia popolarità e tutto questo non può che onorarmi per il fatto di vivere una sorta di riconoscimento. E’ un impegno a cui voglio continuare a profondere energie. Sono presidente dell’Associazione Nazionale Transgender Italia (A.N.T.I.) un’associazione che tutela a livello nazionale le esigenze delle persone come me. Desidero che sempre più persone si possano aggregare a me per cercare di sostenere una battaglia non facile ma di cui si sente quotidianamente un grande bisogno.

D: Cosa diresti ad un giovane che inizia un processo di transizione?

R: Direi, al giovane, di seguire le sue istanze con coraggio cercando di confrontarsi con gli altri, di aprirsi con il mondo battendosi per quello in cui crede.

D: Parlaci un pò della tua polemica con Irama…

R: In seguito al suo brano musicale c’è stata una polemica con Vladimir e dato che in passato io l’avevo conosciuto, mi sembrava poco carino che lui, che ha un notevole consenso tra i giovani, dicesse una cosa così violenta e inadeguata. Io non posso tollerarlo, dato che omofobia e transfobia sono presenti nella nostra società, Irama non può dare messaggi di questo genere. Se poi aggiungiamo che abbiamo avuto un’amicizia in passato non posso proprio sdoganare questo tipo di messaggio.

D: Progetti futuri?

R: I progetti sono davvero tanti e ho tutta una serie di contatti su cui sto lavorando ma per scaramanzia non mi sento ancora di parlarne.

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