Di: Valeria Calda

Il Brasile ricorda come ogni anno la sua poetessa Carolina Maria de Jesus ed in particolar modo in onore alla pubblicazione del 4° Libro della prima Poetessa “Negra” (Escritora Negra), nonostante si inizi a tentare di di cambiare in Afro-Brasiliana, la maggior parte delle persone in Brasile, a differenza di tantissime nazioni, che aborrano la parola “Negro”, loro ne sono fieri, e a giusta ragione, in quanto, sono orgogliosi della loro cultura africana e delle radici di discendenti strappati dalle loro terre a causa dello schiavismo “negriero”.

È un modo per rimarcare cosa abbia fatto lo schiavismo e il potere “branco”; per cui non arrovellatevi il cervello ad essere “politicamente corretti”, i Brasiliani non vogliono, proprio perché in questo modo possono fare capire che loro, anche più di tantissimi esuli ed immigrati, sono arrivati in quella terra, in questo caso “strappati dalle loro terre d’Africa”, per cui ribadiscono con forza l’Appartenenza alla terra Brasiliana ed all’aver contribuito alla nascita e crescita della Nazione.

Ma voglio parlare di questa grande Poetessa della “cultura Negra”. Fu una pelle prime scrittrici Afro-Brasiliane del Brasile ed è tutt’oggi considerata una dei più importanti scrittori del paese. Nel 1960 pubblicò il suo quarto libro: “Diario de uma Favelada” (diario di una persona che vive nella favela); lei che visse buona parte della vita nella favela di Caninde di Sao Paulo, anzi vedendo la nascita a metà degli anni ’40, delle prime Favelas, tra cui quella di Caninde.

Arrivò a fare persino tre lavori tra cui…(in Italia non c’è una parola uguale, potremmo definirla “straccivendola”…in Brasile lei raccoglieva carta, cartoni in strada e poi rivendeva come materiale di scarto, così come oggi ci sono coloro che raccolgono lattine per poi rivendere l’alluminio), in questo modo sostentò la sua famiglia compresi i suoi 3 figli. Allo stesso tempo iniziò a scrivere per il giornale della comunità, finalmente ebbe occasione di dimostrare la sua bravura di scrittrice.

Il suo quarto libro nel 1960, fu un successo enorme a tal punto da essere tradotto in 14 lingue ee è il libro brasiliano più conosciuto e venduto all’estero: “Quarto de Despejo” (Diário de uma Favelada).

La Dittatura Brasiliana, data la notorietà del momento, pur non condannandola o esiliandola, proibì la lettura delle sue opere nel paese.

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