In questo tragico momento per l’Italia e il mondo non è utile cercare colpevoli e capri espiatori piuttosto è necessario concentrarsi sulla tutela della salute di tutti gli operatori impegnati in prima linea. Per questo, Davide Gariglio, Consigliere Regionale del Piemonte, ha posto al Presidente Cirio e all’assessore alla sanità Icardi questi 5 quesiti.
- Perché, nonostante il presidente della Regione abbia dichiarato che tutto il personale sanitario sarebbe stato sottoposto al tampone per accertare eventuali positività al virus, ad oggi la gran parte degli operatori, anche quelli maggiormente esposti, non è stata ancora sottoposta ad esame?
- Perché la gara per acquistare dispositivi di protezione individuale (mascherine, camici) per gli ospedali è stata commissionata dall’Unità di crisi alla società di committenza regionale, SCR, solo il giorno 18 marzo, con un ritardo che ha determinato una perdurante mancanza di DPI negli ospedali piemontesi
- Perché i medici di medicina generale non sono stati coinvolti per la gestione dei malati sul territorio? Perché, quando un medico di base segnala al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) la presenza di un caso di possibile positività, non vengono fatti i tamponi, la persona non viene collocata in quarantena ed il nominativo non viene inserito nel database? Perché non consentire ai medici di base la registrazione diretta di questi pazienti sul portale dedicato?
- Perché non ci si è presi cura in tempo dei nostri anziani e dei malati cronici presenti nelle RSA, che si sono rivelate – come si sapeva – luogo di diffusione del contagio? Perché non sono stati effettuati tamponi agli operatori sanitari e ai ricoverati, permettendo così la rapida diffusione del contagio?
- Perché manager di ASL vengono “commissariati” con personale politico senza esperienza manageriale in campo sanitario?
Per Gariglio i piemontesi hanno il diritto di avere risposta a queste domande. Siamo in una fase di emergenza e tutti possiamo fare errori. È giusto però affrontare i problemi, dirsi la verità e lavorare tutti, fianco a fianco, per uscire dal tunnel.
Restiamo quindi in attesa delle risposte.
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