Dalle minacce ai fatti.
Il Ministero degli Interni della Serbia e la polizia serba hanno vietato ufficialmente la marcia dell’EuroPride 2022, prevista per sabato a Belgrado.
La decisione del governo serbo arriva, non certo a sorpresa, dopo settimane di tensioni attorno all’evento.
Le autorità hanno motivato il divieto con il rischio di scontri tra i manifestanti e attivisti anti-gay di estrema destra.
Gli organizzatori dell’Europride sono furiosi.
Spiega Marko Mihajlovic:
“Penso sia scandaloso che, dopo così tanti anni di Pride, proprio nell’anno in cui si sta svolgendo l’EuroPride a Belgrado, la marcia sia stata bandita lo stesso giorno in cui il primo ministro serbo Ana Brnabić partecipa ad un conferenza sui diritti umani organizzata dai difensori dei diritti civili… Il motivo del divieto è la minaccia alla sicurezza pubblica? E perchè ci ci minaccia non è stato arrestato? Perchè non c’è la volontà politica di farlo”.
La Serbia è spaccata in due. Domenica scorsa, migliaia di persone hanno partecipato ad una manifestazione anti-gay a Belgrado, a cui hanno preso parte soprattutto bande di motociclisti, preti ortodossi e nazionalisti di estrema destra.
Hanno ottenuto quello che volevano, il presidente serbo Aleksandar Vučić li ha accontentati: niente EuroPride.
Gli anti-Pride avevano programmato una nuova manifestazione proprio per il 17 settembre, il giorno in cui era prevista la parata del Pride, ma anche questa manifestazione ora è vietata. anche quella ora è vietata.
Per sabato prossimo rimane alto il rischio di disordini a Belgrado.
Il matrimonio omosessuale non è legalmente riconosciuto in Serbia, dove l’omofobia rimane radicata nella società, nonostante i progressi degli ultimi anni, grazie all’opera degli attivisti LGBT.