Avetta (PD): Organizzare gli stati generali dei trasporti per la mobilità sostenibile

Ogni giorno Arpa Piemonte rileva i dati sulla qualità dell’aria che respiriamo e su cui incidono tanti fattori a cominciare dalle emissioni dei combustibili che usiamo per scaldarci e per spostarci. Per questo il Governo nazionale ha destinato alla regione ed ai comuni del Piemonte 180 milioni di euro di fondi statali ed europei per la sostituzione degli autobus più inquinanti: l’età media del parco mezzi su gomma piemontese raggiunge infatti i 10 anni.

Il tema della mobilità sostenibile è molto interessante e, un mio avviso, dovrebbe qualificare il pensiero e l’azione di una regione come il Piemonte. Ed oggi a maggior ragione. Perché l’emergenza covid-19 ci offre l’occasione per ripensare a fondo il modello di trasporto . La sensazione, al contrario, è che si proceda inseguendo le urgenze quotidiane, sempre crescenti tra ritardi, tagli alle corse e disservizi, che coinvolgono il trasporto su ferro e le sue interazioni con la “gomma”. Manca il necessario respiro di lungo periodo. Per questo, e ormai da tempo, invoco un tavolo di lavoro aperto e lungimirante.

Del pari si percepisce la mancanza di una regia regionale sulle Infrastrutture. In questi giorni mi sono concentrato sulle strade del Canavese ma il problema è esteso a tutto il Piemonte. Il prossimo passaggio delle direttrici stradali più importanti nella gestione ad ANAS sarebbe un’occasione ghiotta per riprogrammare tutte le infrastrutture indispensabili allo sviluppo locale. Una rete di collegamenti strategici è essenziale per il rilancio della regione. Ogni giorno migliaia di pendolari raggiungono Torino per studio e lavoro. Per questo la Torino futura deve stare a cuore a tutti, non solo ai torinesi.