PD: primarie bene della comunità

Cari amici e compagni,
vi parlo da quaggiù in fondo, tra quelli che la parola radical chic non sanno cosa sia, da quaggiù in periferia dove non c’è nessuna libreria, da quaggiù ove l’abbandono scolastico è altissimo, dove le difficoltà del presente, lasciano nella fatalità la parola futuro, ove si sopravvive camminando sul filo del rasoio tra il legale e l’illegalità, ove il lavoro è sempre più precario e occasionale, ove ci si cura sempre meno e la prevenzione non si sà cosa sia, qui ove ogni tanto sfreccia a gran velocità una Ferrari, non si sa da dove viene e dove va, ma anzi che domande crea solo curiosità ed invidia, potrei continuare ma i miei 77 anni mi costringono a scegliere gli argomenti più importanti sui quali richiamare l’attenzione.

Potrà sembrare strano, ma la sfiducia nello Stato è così alta da condizionare qualsiasi approfondimento di qualsiasi argomento, lo stato è un avversario e i partiti, una volta li, son tutti uguali.

Questa è la prevalente convinzione di chi abita qui. Le analisi dei risultati delle ultime consultazioni elettorali confermano questa pericolosa distanza di una crescente parte della società dalle istituzioni e dallo stato di diritto. Negli ultimi anni tutto questo è peggiorato, il confronto tra le forze politiche che amministrano la città, (e purtroppo anche l’Italia intera) arriva in una versione giornalistica penosa, incomprensibile, polemica e scandalistica che allontana i cittadini dalle istituzioni, anzi che avvicinarli con il positivo spirito costruttivo che sarebbe necessario.

Certo, non tutti condivideranno questa mia fotografia ,considerandola troppo pessimistica, ma questo è, e questo non è altro che la conferma della distanza da una realtà scomoda che non si vuol vedere e sentire, il confronto qui è duro e richiede doti non comuni, in questi ultimi anni i vaffa, i no tasse, i no vax , i no Europa, i no immigrazione i pro Trump e quant’altro hanno fatto immensi danni materiali e culturali alimentando con continue manipolazioni delle informazioni pericolose divisioni e lotte tra poveri.

Attento a non sbagliarci nelle prossime elezioni amministrative tra i cittadini torinesi, non vi sono due visioni contrapposte di sviluppo e governo della città, ma serpeggia tra gli elettori un vuoto molto più pericoloso da sconfiggere che scaturisce da una crisi culturale della città alimentato da crescente sfiducia su tutti e tutto.

Bene la decisione delle primarie nel PD e nel centrosinistra, bene anche le competenze e qualità dei candidati in campo, ora è necessaria una sintesi programmatica in grado di indicare come Torino debba rapportarsi con un’economia italiana ed Europea in fase di rapida trasformazione economico produttiva mettendo a frutto tutte le potenzialità, vocazioni, competenze esistenti ed in fase di studio in quasi tutti i settori strategici di un futuro compatibile con la tutela dell’ambiente e delle sue criticità.

Ai candidati tutti formulo i miei in bocca al lupo invitandoli a riflettere su un dato che troppe volte nelle primarie passa in second’ordine e che secondo me è invece molto importante, se vince uno, vinciamo tutti, se si perde, non perde uno, ma perdiamo tutti.

Quindi confronto per farsi conoscere ed anche per evidenziare le diverse sensibilità di ognuno, ma con lo spirito di squadra non di concorrenti.
Certo non sottovaluto il fatto che per vincere è necessario anche scegliere il candidato che può raccogliere più voti, e quindi anche fuori dal nostro tradizionale elettorato, ed in questo senso la pandemia e i gravi problemi della sanità pongono al centro dell’attenzione la tutela della salute, e dell’ambiente imponendo alla città l’esigenza di una radicale riorganizzazione territoriale dei vari servizi socioassistenziali.

Le primarie non possono essere solo un confronto elettorale tra candidati, ma un importante momento di una campagna elettorale nell’interesse di un’intera comunità che non può essere subalterna agli interessi chi ha più voce, ma partendo dalle priorità dei più bisognosi troppe volte dimenticati.

Primo Greganti