BASTA CON L’HARAKIRI DEL CENTROSINISTRA TORINESE

Amici del centrosinistra di Torino, fatemi dire: Basta! Provate a guardare da fuori quel che stiamo mettendo in campo. Una coalizione variegata riesce a trovare prima di tutte le altre città una strada condivisa di avvicinamento all’importante tornata elettorale del 2021. Si sceglie in estate di fare le primarie e in autunno si approva un regolamento con tanto di cronoprogramma che prevede la consultazione il 6/7 febbraio 2021. Intanto un tavolo programmatico lavora alacremente per individuare priorità e idee da portare al candidato sindaco. Tutto sembra andare per il meglio. Ci sono candidati diversi tra loro per storia e metodo politico (io fra questi) che depositano ufficialmente candidatura e programmi. Eppure la macchina si inceppa, anzi: la macchina viene fatta inceppare.
Un fuoco di sbarramento contro le primarie fatto essenzialmente sui giornali ferma il processo, lo congela. Si creano due strade parallele: quella dei tavoli e degli incontri ufficiali dove apparentemente l’accordo regge e quella dei titoli e degli articoli sui giornali che tirano in direzione contraria. Appaiono come funghi candidati ipotetici, altri si dicono disponibili, in uno scenario di confusione dove prevale la lotta su “chi” che mette in secondo piano “per fare cosa”.
Molti dicono: “mettetevi d’accordo”. Io rispondo: “L’accordo c’era già e sono le primarie”. Molti dicono: “come si fa a fare la consultazione con il virus che gira?”. Io rispondo: “Avete visto le code ordinate con molte decine di persone di fronte ad ogni ufficio postale? All’anagrafe? Di fronte ai centri medici? Le primarie su più giorni in presenza, aprendo anche all’utilizzo delle primarie on-line, si possono fare allo stesso modo”.
Oggi in questa città serve un cambio essenzialmente nei metodi, serve aprire porte e finestre, serve dare ai cittadini non la percezione di un cambiamento ma un cambiamento vero. Per questo con i miei compagni di strada da maggio giriamo per tutti i quartieri con i “Radical corner” (comizi da una scala) per coinvolgere, chiedere, dialogare con chi ha voglia e passione di farlo. Per questo stiamo proponendo idee, progetti, coinvolgendo competenze, personalità, cittadini volenterosi. Per questo chiediamo alleanze con Milano, con l’Europa e con tutte le città dell’area metropolitana. Per questo pretendiamo di dare ai torinesi la possibilità di scegliere da quale storia politica farsi rappresentare. Io, che faccio politica a Torino da 35 anni senza avere mai avuto in cambio mezzo euro, sono convinto che più di altri posso battermi a testa alta nel ballottaggio che ci sarà con i populisti della peggiore destra italiana di sempre. Innanzitutto nelle periferie che frequento da sempre. Perché il candidato che dobbiamo scegliere non è quello più conosciuto o quello che più facilmente potrà vincere le primarie ma quello che meglio di altri potrà battersi contro il candidato della destra torinese al ballottaggio. Quindi, amici del centrosinistra, avanti con le primarie e basta con l’Harakiri!

Igor Boni – Candidato alle primarie del centrosinistra di Torino