Bambini, adolescenti e covid. Niente panico, riaprire scuole senza paura

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Fatta la tara di tutte le ipotesi di studio e le speculazioni di vanagloria, il Covid conferma sempre di più di avere tutte le caratteristiche dei virus respiratori come sembrava logico sin dall’inizio.

Possono cambiare la contagiosità e il tasso di letalità della malattia, ma le modalità di trasmissione e diffusione sono le stesse delle pandemie influenzali, come sono le stesse le fasce d’età e i gruppi patologici interessati dalle forme più gravi e dalla letalità del virus.

Ecco perché è poco rilevante quanto bambini e adolescenti possano essere infettati o possano trasmettere il contagio, non potendo pensare di mantenere le scuole chiuse e sospendere le attività sociali per mesi, isolando tutti i bambini e gli adolescenti.

Se l’entusiasmo della prima ora ha portato a pensare che con 2-3 settimane di chiusura totale si sarebbe risolto il problema, noncuranti degli ammonimenti e delle critiche di alcuni di noi, oggi un lockdown sembra essere escluso pure dai balconari più gaudenti.

Anche perché il lockdown dovrebbe essere permanente e contribuirebbe ulteriormente alla devastazione dei rapporti sociali ed economici. A meno che i “garantiti”, finché Pantalone paga, siano disponibili a rinunciare ad una quota del proprio stipendio a favore delle vittime del lockdown, fantascienza.

Infine voglio ricordare che ogni anno alcuni bambini muoiono per l’influenza, senza troppo clamore, come muoiono migliaia di anziani.

Lo voglio ricordare, non per rassegnata compiacenza, come qualche idiota potrebbe prontamente replicare, ma perché di tratta dì attuare strategie di convivenza con il virus, finché la pandemia non scomparirà, senza rilanciare allarmismi, panico e catastrofismo appena vi è una recrudescenza di casi.