Miriam Tomponzi: io, proprio io

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D: Un lavoro affascinante, da sempre legato alla letteratura “gialla” e al cinema… ma nella vita non di finzione?

R: L’investigatore deve essere uno Zelig. Deve interpretare mille personaggi, deve essere costantemente pronto ad affrontare situazioni anche ad alto pericolo con estrema calma e sangue freddo.

D: Una donna investigatrice è una “marcia” in più?

R: Sicuramente! Una donna oltre ad essere dotata naturalmente di un intuito molto sviluppato è geneticamente programmata per essere tenace e non demordere in caso di difficoltà che vengono vissute come sfide personali da superare. Non si ferma davanti agli ostacoli, è pertinace e meticolosa, con uno spiccato senso analitico. Non dorme di notte fintanto che non risolve il problema. (almeno queste sono le mie qualità)

D: Cosa si prova a portare un cognome ed un eredità così impegnativa?

R: Io ho iniziato come giornalista scrivendo per l’economist ed il corriere della sera e per il Neue Zuercher Zeitung. ho fatto i miei studi di criminologia a Cambridge ed ho iniziato la mia attività a Lugano, specializzandomi nelle investigazioni finanziarie. Non sono stata agevolata dal Nome di mio padre né in svizzera o in francia e neppure in Inghilterra. non ci ho mai contato, ho cominciato senza molti denari sapendo di dover fare una bella gavetta, cosa che ho fatto, e ciò mi ha portato al raggiungimento di obiettivi molto importanti con i miei propri mezzi portandomi a superare ostacoli solo grazie al mio ingegno commettendo anche qualche errore che ho pagato in prima persona. Diciamo che sono andata avanti senza rete.

D: Un identikit del suo cliente tipo?

R: Sono due i miei clienti tipo:
a. Vedo tutti i giorni genitori prostrati per i loro figli preoccupati per l’abuso di droghe ed alcol. Ce ne sono sempre di più perché i pericoli che attanagliano questi ragazzi di oggi sono sempre maggiori e di tutti i tipi, dalle già citate droghe e alcol fino ad arrivare a sette religiose ed alle insidie invisibili di internet.
b. Abbiamo a che fare coi colletti bianchi, diventa per me veramente una sfida poter incastrare chi per esempio alimenta il mondo della contraffazione di prodotti e macchinari, piani industriali e progetti. O chi appunto sottrae queste informazioni per rivenderle alla concorrenza facendo così fallire le aziende che hanno investito anni, risorse e denaro nella ricerca e sviluppo e mettendo a repentagli decine, se non di più, di posti di lavoro svalutando così il Made in Italy.

D: L’agenzia italiana tra tutte più famosa a livello internazionale… perché?

R: Papà ha iniziato settant’anni fa cercando di essere sempre pioniere dei suoi tempi, non ha mai posto limiti alle investigazioni né nella struttura mentale che un investigatore deve mettere nell’istruzione di una pratica, né nelle tecnologie d’avanguardia delle quali lui è sempre stato appassionato. Così ho fatto anche io. E’ un lavoro che richiede una grande passione, o “passionaccia” come diceva lui. Bisogna aveva un’empatia molto forte per il cliente, capire il problema ed immedesimarsi. Solo così si può riuscire a centrare l’obiettivo ed arrivare fino in fondo. E non bisogna avere paura di affrontare i potenti alla ricerca della verità.

D: Com’è Miriam quando dismette a fine giornata la veste di investigatore?

R: Io sono un’investigatrice, non vesto i panni di investigatore. Ho un cervello cingolato che mi tiene sempre sul pezzo, anche quando mi godo un po’ di relax al mare e tra un buon libro ed un bagno penso a come risolvere un caso e passo molto tempo al telefono con l’ufficio, un pò come chi dorme con un occhio chiuso e l’altro aperto io sono sempre vigile. Mio figlio ne sa qualcosa che riceve indicazioni da parte mia spesso nel cuore della notte. A parte questo ho un grande senso dell’umorismo che mi ha salvato dalle mille difficoltà e appena posso rido, amo molto la natura che mi da il respiro profondo della vita.

D: La tecnologia ha “limitato”un pò il fiuto dell’investigatore oppure no?

R: Al contrario, la tecnologia ha sempre aiutato l’investigatore. L’innovazione e l’avanguardia ha sempre caratterizzato l’operato dei nostri laboratori consentendoci di avere le migliori risorse non solo nel campo investigativo ma anche nel campo delle bonifiche ambientali e nel mondo IT. Essa non può sostituire l’intuito e l’intelligenza umana, ma ne è un validissimo supporto.

D: Qual’è stato l’insegnamento più prezioso che hai ricevuto da tuo padre?

R: Mio padre mi ha insegnato due cose: la più importante è il coraggio di avere coraggio; la seconda è una regola che attiene alla mia attività ovvero di non investigare mai su politici e magistrati ed io mi sono sempre attenuta a questo prezioso consiglio.

D: Che requisiti necessitano per diventare detective privato?

R: Un buon investigatore deve possedere intelligenza, possibilmente genialità, un background internazionale in quanto ormai le investigazioni sono globalmente richieste e la clientela internazionale è in costante aumento. Spirito d’iniziativa e capacità di adattamento. Una laurea in giurisprudenza o economia e commercio con un’attitudine al lavoro di stampo americano basato sulla meritocrazia. Serve grande passione per l’essere umano ed una grande empatia e grande tenacia.

D: La domanda che non ti ho fatto e che avresti voluto invece ricevere?

R: Un’altra delle mie passioni, nella quale io e papà ci siamo sempre battuti molto, sono l’intelligence/indagini ambientali. Il tema dell’impatto ambientale ha molteplici campi di applicazioni; l’espansione di un porto commerciale che deve ricollocare la flora per permettere alla circostante fauna di preservare il proprio habitat; un imprenditore che si vede accusato di inquinamento di un corso d’acqua e che vuole accertare le reali responsabilità per scagionarsi; la valutazione preventiva di un impianto eolico al fine di preservare la circostante natura e molti altri ancora. L’intelligence ambientale è indispensabile per prevenire cause giudiziarie che spesso non hanno mai fine e per scongiurare il protrarsi dell’inquinamento ambientale del nostro territorio, nonché per aiutare le aziende e le amministrazioni locali a tutelare il nostro patrimonio naturalistico.