Intervista a Ilaria Cerioli per il suo nuovo libro

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Da qualche giorno potete trovare in libreria “Diario erotico sentimentale di una signora perbene” casa editrice Pizzo nero. L’autrice Ilaria Cerioli sicuramente non passa inosservata, non solo è una donna particolare ma colpisce perché è un vulcano di idee. Nota per alcune sue collaborazioni con diverse riviste quali Pangea, Il Sicilia.it, Psychiatryonile e Orlando magazine, gestisce anche due rubriche sul Corriere di Romagna dove, ogni giovedì, si occupa di moda e società per la Ravennate chic e Satisfiction dove si occupa di sessualità e costume con la rubrica Satisfetish.

D: Cara Ilaria, grazie per la tua disponibilità. Sei una scrittrice e una blogger, hai fondato Spocchiosamente ilare e il format Evulvendo dove racconti la sessualità in modo simpatico ma sempre con grande serietà nel lasciare informazioni a chi ti segue. Presentati ai nostri lettori.

R: Grazie a voi per questa splendida occasione. Sicuramente sono una donna che non si annoia. Credo di avere personalità plurime. Insomma dentro di me non esiste una sola persona ma una comune. Prima di tutto Ilaria è da anni docente di lettere in una scuola superiore, madre di tre figli, di cui il più grande ha già 19 anni, sono una ex moglie, una ex modella, una ex archeologa. Insomma ho una vita lunga alle spalle. Prima di diventare scrittrice infatti ho calpestato la storia, fatto ricerche e frequentato musei. Sono un’archeologa laureata in lettere classiche e specializzata in Etruscologia. Dopo la prima maternità ho riposto la cazzuola ma ho preso in mano la penna. Da cinque anni gestisco il blog “spocchioasmenteilare.blogspot.it” in cui mi occupo di eros e sensualità. Ho iniziato pubblicando i miei racconti erotici poi ho proseguito con articoli su vari temi inerenti alla sessualità, in particolare a quella femminile. Dal blog poi sono passata alla stesura del libro “Diario erotico sentimentale di una signora perbene” per la casa editrice Pizzo Nero.

D: Il libro ha un titolo molto accattivante. Inoltre in copertina appari tu, una scelta molto coraggiosa. In genere molti autori e autrici che trattano argomenti così delicati preferiscono usare uno pseudonimo.

R: In realtà ho scelto di scrivere di eros per due motivi: il primo è che da sempre amo la letteratura erotica d’autore. Credo sia un genere sottovalutato ma estremamente complesso per uno scrittore . Ho come modelli di scrittura Anais Nin e Colette a cui qualcuno mi ha paragonata per l’esuberanza e la vivacità nel raccontare; il secondo motivo è che ho trasportato sulla pagina le mie conversazioni con le amiche fatte davanti a un calice di bollicine. Le nostre confidenze. Nel mio diario erotico non parlo di me, o meglio parlo anche di me, ma sono soprattutto le mie amiche le vere protagoniste. Ho scelto di narrare l’erotismo femminile, i desideri ma anche le delusioni delle donne della mia età. Molte di noi hanno ritrovato la libertà dopo un lungo matrimonio sofferto o a causa di alcune storie sbagliate sono diventate impermeabili all’amore. Ma tante desiderano vivere le relazioni con più leggerezza. L’età ci permette di essere non solo più consapevoli dei nostri desideri ma anche più consapevoli delle nostre necessità.
La Casa editrice ha insistito per mettere la mia immagine in copertina. Ne vado fierissima! Non ho motivo di vergognarmi di nulla. Il sesso nel mio libro va a braccetto con la femminilità e, in quanto donna, rivendico la mia libertà di amare come voglio e chi voglio.

D: Insomma un sex and the city ambientato nella città di provincia…

R: Sì, si potrebbe definire così. L’ambientazione è la tipica città di provincia, con le sue vie del centro e i suoi bar con tavolini all’aperto. La mia narratrice è una signora benestante, alle soglie dei 50, molto ben tenuta e curata. Osserva la vita con distaccata ironia e non si lascia più facilmente sedurre dalle belle parole di tanti Casanova. Nel mio diario intreccio le conversazioni con le amiche e le loro storie con quelle della mia protagonista. Questa, a differenza delle compagne, pagina dopo pagina svela non solo una sua fragilità ma mette a nudo alcune fantasie erotiche particolari. Ecco emerge il suo lato scuro.

D: Cosa intendi per fantasie erotiche?

R: Ho scelto di chiudere ogni capitolo con un racconto erotico. Questo si distingue sia nello stile sia nel tipo di scrittura. Ho voluto un carattere diverso perché fosse quasi una confidenza della protagonista. Sono racconti sensualissimi, legati al tema della sottomissione. Qualcuno li ha definiti a carattere BDSM. Alterno ironia e severità. Carezze e frusta. Insomma metto a nudo le fantasie più spinte di molte donne.

Racconto quello che le donne non dicono…ma che vorrebbero provare ma non le svelano al partner per pudore. Penso sia un peccato che esista ancora tanta reticenza nella coppia. Durante le mie serate in giro per teatri e locali con il format Evulvendo, nato grazie anche alla collaborazione con l’amica attrice Francesca Viola Mazzoni, ho l’opportunità di incontrare tante amiche con cui mi confronto su temi quali l’orgasmo ma anche più in generale il sistema delle relazioni. Le nostre serate sono molto seguite in quanto riusciamo a coniugare leggerezza, divertimento con pillole di storia, di letteratura e teatro. Ma soprattutto pillole di saggezza. In queste occasioni vengono fuori cose che voi umani…in Italia siamo ancora molto insicure del nostro corpo, di come vivere l’amore. Mettiamo sempre l’uomo e suoi bisogni al centro della nostra attenzione, dimenticandoci di noi. Con il mio Diario, invece, ho voluto mettere le donne al centro del discorso e finalmente il sesso, anche quello più spinto è esattamente ce come lo raccontiamo tra amiche. Senza tabù, con passione e tanta ironia.