D: Come mai Drag Queen?

R: Sembra tardi ma non lo è per niente, ho dato vita ad un desiderio. Ci vuole di base del talento e se non lo si ha crearlo con le varie accademie di make-up e delle sane e buone relazioni.

D: Miranda ha una caratteristica specifica?

R: Non c’è una vera e propria caratteristica. Ci sono delle basi che ognuno di noi relaziona al suo personaggio. C’è chi le trasforma in personaggi famosi, c’è chi mantiene le sembianze maschili e chi lo fa solo per far ridere. Miranda è un pò il sunto di tutte queste caratteristiche.

D: Qual’è il rapporto tra Gabriel e Miranda?

R: Essere Gabriel vuol dire la stessa cosa di essere Miranda. Nella mia vita artistica sono anche uscito in giro per Catania senza riscontrare alcun problema.

D: Nascono sempre nuove Drag Queen. Secondo te è un fenomeno di moda?

R: Più che una moda io penso sia la voglia di apparire, cosa che non condivido personalmente, anche perchè ci sono moltissimi modi per farlo senza screditare il nostro lavoro.

D: E’ difficile la preparazione del personaggio?

R: Beh, di facile non c’è niente però dico sempre di non spezzarsi le ali se non si è del tutto capaci. Bisogna studiare, imparare e poi proporsi sui palchi.

D: Progetti futuri?

R: Non sono progetti ma preferisco tenerlo in segreto per scaramanzia ahah [ndr. ride]

D: Ci spieghi il tuo spettacolo?

R: Il mio spettacolo è studiato in base all’evento e si divide in 5 fasi. Performance e giochi fanno da contorno a rendere la scena unica.

D: Cosa ti ha più colpito della tua prima volta sul palco?

R: L’emozione provata proprio la prima volta, uscire di fronte ad un pubblico di 500 persone, poi col tempo ci fai l’abitudine ma all’inizio è un emozione inspiegabile.

D: Una domanda che non ti ho fatto ma che avresti voluto ti facessi?

R: Una Drag Queen deve essere necessariamente bella? La bellezza, al di là di tutto, non è quello che conta, ma la professionalità e lo spettacolo che si propone.