Sarah Avolio, Miss transgender e modella napoletana, famosa anche per il suo attivismo in campo di diritti LGBT, oggi ci parla riguardo una tematica molto importante, il diritto al lavoro. Come lei stessa ci racconta:

In Italia la difficoltà più grande è quella di non riuscire a costruirsi un futuro e accedere al mondo del lavoro o di perderlo se cominciano la transizione. Un altro grande problema sono le discriminazioni e le violenze quotidiane che soprattutto le donne trans subiscono: insulti e violenze fisiche. Qualcosa deve cambiare, e in fretta.

Sarah ha svolto doversi lavori come commessa e responsabile di negozio poi parrucchiera, in quanto la transizione ha dei costi elevati per chi vuole intraprendere questo percorso, specialmente in ambito privato. Purtroppo, in Italia, le strutture pubbliche non sono sempre disponibili, le liste di attesa sono lunghe e tanto altro.

Sul luogo di lavoro, in alcuni casi, ha dovuto nascondere il suo vero io, la sua natura perché al datore di lavoro poteva dar fastidio ed è stato molto offensivo dover sentirsi chiedere dai clienti “sei uomo o donna”… Attualmente Sarah,  dopo il licenziamento per mobbing, non ha un lavoro. Ha fatto svariati colloqui senza successo, nei quali veniva evidenziata la sua diversità, è stata offesa e trattata male.

Per i trans è diventata un’impresa difficile inserirsi nel mondo del lavoro. Ci sono persone laureate che sono state costrette a lasciare il posto statale come insegnante, altre che sono costrette a prostituirsi per vivere con tanto di laurea e diploma… la situazione è più critica di quanto sembri. I clienti non accettano la figura transgender e quindi il datore pur di non perdere clienti preferisce non assumere per etica morale verso i clienti, che all’occhio comune viene vista diversa, non come un essere umano .

Le persone dovrebbero essere più flessibili e cercare di capire che una transgender è una persona normale, non ha nulla di diverso se non l’orientamento sessuale. Bisogna aprire la mente perché siamo tutti uguali, siamo persone e basta, essere umani.